Capitali della cultura 2028: ipotesi Pavia con Lodi e Cremona
PAVIA. Tre città unite dalla storia e dai fiumi: Pavia, Lodi e Cremona. Arriva proprio da Lodi l’idea di candidarle insieme al ruolo di capitale italiana della Cultura 2028. A lanciarla è l’avvocato Marco Parini, lodigiano, ex assessore alla Cultura di Milano nelle giunte Pillitteri e Borghini, ex presidente nazionale di Italia Nostra e presidente dell’associazione “Proposta culturale”. La suggestione viene definita «interessante» e «da approfondire» dal sindaco, Michele Lissia e dall’assessora alla Cultura, Cristina Barbieri.
Una grande sfida
«Pavia capitale della Cultura – disse il sindaco Michele Lissia al suo insediamento il primo luglio 2024 – è una grande sfida, ma alla portata della storia, del prestigio e della tradizione della nostra città». E la proposta dell’avvocato Parini, che peraltro insegna da 31 anni legislazione dei beni culturali alla Cattolica di Milano, immagina un’ideale staffetta fra le tre grandi città della Bassa.
«La nostra proposta – dice – dopo che il ruolo nel 2023 è stato ricoperto da Bergamo e Brescia, è di candidare tre città che racchiudono un’identità analoga, con riferimento al periodo medievale e che sono collegate dall’acqua. Pavia ha il Ticino, Lodi ha l’Adda e Cremona l’Oglio. Per il 2027 il titolo è stato riconosciuto alla città di Pordenone, quindi credo che Pavia, Lodi e Cremona non abbiano nulla da invidiare a quel territorio. Ne avevamo discusso con il sindaco di Lodi. Se il suo collega di Pavia fosse interessato potremmo confrontarci».
Ma cosa ne pensa il sindaco Lissia? «Credo che per serietà bisogni aprire un dibattito in città e cercare di coinvolgere tutti gli attori istituzionali, perchè i progetti sono vincenti solo se tutti si sentono partecipi e ingaggiati».
Riguardo al “ticket” con Lodi e Cremona, il primo cittadino aggiunge: «Se ne può parlare. Così come un’altra ipotesi all’esame era quella di coinvolgere tutto il territorio provinciale nella candidatura di Pavia come capitale italiana della Cultura».
Tempi non maturi
Il sindaco Lissia, poi, aggiunge per serietà quello che ha risposto, nel corso dell’ultima seduta del Consiglio comunale a una instant question presentata dalla consigliera comunale di opposizione, Lidia Decembrino (Pavia ideale). «È giusto discuterne, ma bisogna anche tenere presente che i tempi non sono ancora maturi perché la città si deve ancora infrastrutturare e gli investimenti che stiamo facendo ci consentiranno di realizzare questo obbiettivo anche per rendere più solida la candidatura».
Sulla stessa linea di pensiero, del resto, si era espressa, subito dopo l’assegnazione della delega, l’assessora alla Cultura, Cristina Barbieri. «Dovrà essere posta subito l’attenzione – aveva dichiarato il 25 giugno scorso – a quelli che sono i problemi dell’ex convento di Santa Clara e della biblioteca Bonetta. Se Pavia verrà candidata a essere capitale della Cultura è impensabile che lo diventi se non c’è una biblioteca fisica, funzionante e adatta ad accogliere tutti».
Riguardo all’ipotesi di accomunare Pavia a Lodi e Cremona, Barbieri si limita a dire che «è una proposta da approfondire». Sotto questo profilo, l’amministrazione ha iniziato a lavorare. Con l’approvazione del bilancio sono stati previsti 600mila euro per riparare l’edificio che oggi ospita la biblioteca Bonetta in piazza Petrarca. Riguardo a Santa Clara, futura sede della Bonetta, è stato assegnato a gennaio un appalto da 2,8 milioni per proseguire i lavori. —
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