A Pavia protesta contro il ddl Bernini sulla ricerca
PAVIA. Un ordine del giorno della maggioranza di centrosinistra in consiglio comunale a Pavia per chiedere la revisione del disegno di legge 1240 del ministro Anna Maria Bernini e "tutelare il futuro dei ricercatori". L'iniziativa è stata presentata oggi, nel corso di una conferenza stampa svoltasi a Palazzo Mezzabarba. All'incontro sono intervenuti rappresentanti della giunta ed esponenti del mondo della ricerca: Lorenzo Goppa, assessore all'Ambiente; Alessandra Fuccillo; assessora alla Scuola e ai Rapporti con l'Università; il consigliere comunale Luca Testoni; Raffaele Vitolo, segretario nazionale di ADI (Associazione Dottorandi e Dottori di Ricerca in Italia); Giulia Papandrea, segretaria di UDU (Unione degli Universitari) Pavia.
Con il disegno di legge 1240 del 2024, attualmente fermo, il Governo prevede sei diverse figure di ricercatore: il già esistente “contratto di ricerca”; contratti di collaborazione da parte di studenti già durante il corso di laurea; due tipologie di borse di assistente alla ricerca: una junior, destinata ai laureati magistrali, una senior per i dottori di ricerca; il “postdoc” ; il professore aggiunto che si sovrappone al professore a contratto e potrà essere chiamato a svolgere nelle università attività di didattica, ricerca e terza missione senza concorso, ma su nomina del rettore e su proposta del Senato accademico. Tutti i nuovi contratti andrebbero stipulati sulla base del vincolo di spesa del triennio precedente.
Il tema è molto sentito all'Università di Pavia, dove coinvolge circa 1.600 figure tra ricercatori e dottorandi. "La comunità scientifica è preoccupata per i continui tagli ai fondi per la ricerca e l'Università, e soprattutto per la mancanza di contratti adeguati per i ricercatori - hanno spiegato i promotori dell'iniziativa -. Questa precarietà mette a rischio il futuro della ricerca italiana, portando alla fuga di cervelli e favorendo dinamiche di carriera che non sono più basate sul merito. Chiediamo subito un intervento delle istituzioni e una revisione del disegno di legge 1240 per tutelare i ricercatori e garantire un futuro di progresso per l'Italia".
