La direttrice del carcere di Pavia alla polizia penitenziaria: «Vi occupate di umanità ferita, il recupero è tra i vostri compiti»
PAVIA. «Vi viene affidata un’umanità ferita, debole, che ha già affrontato disumanità. Il vostro lavoro richiede umanità, fermezza e competenza: elementi che non vanno mai disgiunti nel vostro lavoro». Così lunedì la direttrice del carcere di Torre del Gallo, a Pavia, Stefania Mussio si è rivolta alle donne e agli uomini della polizia penitenziaria che si sono trovati al collegio Cairoli di Pavia (a fare gli onori di casa il rettore Andrea Zatti) per il 208° anniversario della polizia penitenziaria. In prima fila anche gli altri due direttori dei carceri pavesi, Davide Pisapia (Voghera) e Rosalia Marino (Vigevano). «Prima o poi tutti usciranno dal carcere e il vostro compito, in un duro lavoro quotidiano con tutti i problemi esposti dalla comandante, è accompagnare i detenuti in un percorso - ha aggiunto la direttrice di Torre del Gallo -. La vostra missione è quella della tutela sociale e del recupero delle persone detenute in carcere a Pavia».
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La direttrice del penitenziario di Pavia poi ha elogiato il lavoro degli agenti e colto come elemento positivo l’assegnazione di una vice direttrice «una figura che mancava da anni a Pavia». Inoltre Mussio ha spiegato che «con la comandante degli agenti c’è un confronto quotidiano e un lavoro di tutti i componenti del corpo che va oltre l’orario delle lancette - ha chiuso Mussio -. Un grazie a tutti gli agenti e alle loro famiglie, supporti fondamentali». Al termine della cerimonia pavese c’è stato anche un momento conviviale con musica suonata dagli alunni del conservatorio Vittadini di Pavia, ma anche un aperitivo realizzato dagli studenti dell’alberghiero Cossa di Pavia.
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Proprio nel giorno della festa a Pavia, coincisa con altre analoghe in questi giorni in tutti i capoluoghi di provincia italiani, resta alto il dibattito sui problemi delle carcere italiani. Ieri infatti c’è stato un suicidio in carcere a Modena. Anche a livello nazionale emergono i problemi segnalati a Pavia.
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«Con quello di ieri sale a 25 la tragica conta delle recluse e dei reclusi che dall'inizio dell'anno si sono tolti la vita, cui va aggiunto un operatore, nell'indifferenza del Ministro della Giustizia, Carlo Nordio, che non fa altro che parlare del fardello di dolore causato da queste morti senza assumere provvedimenti per attenuarlo, e del governo Meloni - ha sottolineato il segretario generale del sindacato UilPa, Gennarino De Fazio -.Con 16 mila detenuti oltre i posti disponibili, 18mila agenti mancanti al fabbisogno organico della polizia penitenziaria, carenze sanitarie, deficienze strutturali, infrastrutturali, logistiche e organizzative, il governo dovrebbe passare ai fatti concreti».
