Travaglio sul Nove: “Chiunque faccia previsioni su Trump non le azzecca. Il problema dei nostri opinionisti è che credono di fare la resistenza insultandolo”
“È emerso che chiunque faccia previsioni su Trump non le azzecca perché è impossibile. È impossibile immaginare una logica non nelle sue analisi ma nelle soluzioni che lui dà ai problemi”. Così Marco Travaglio ad Accordi&Disaccordi, il talk condotto da Luca Sommi sul Nove con la partecipazione di Andrea Scanzi, a proposito di Donald Trump e delle sue decisioni in politica economica. “Non è che ci voglia Trump per dire che l’economia americana è devastata dalla globalizzazione, dalle delocalizzazioni industriali che ci sono, una classe media scomparsa…. Il suo vicepresidente, Vance, che qui viene trattato come se fosse un baluba, ha scritto un libro che è diventato un film di Ron Howard sulla scomparsa del ceto medio, impoverito e precipitato nel sottoproletariato. Il fentanyl fa il resto. Ci sono zombie, migliaia di zombie, che ti vengono incontro quando frequenti anche le più importanti città d’America. La soluzione sono i dazi? Non lo so. Il problema è chiaro, la soluzione è fatta alla carlona, come è Trump“, ha spiegato il direttore del Fatto Quotidiano.
E sulle posizioni di molti opinionisti italiani: “Ogni tanto quando partecipo a certi talk mi viene voglia di portarmi una bambolina voodoo con lo spillone e di conficcarlo. Perché sembra che il problema dei nostri opinionisti, invece di capire quello che succede, è quello di passare il loro tempo a insultarlo pensando di fare la resistenza e di essere molto coraggiosi, che in realtà fare la guerra a Trump, a parole, con gli insulti nei nostri studi televisivi, non costa assolutamente niente. Fa sentire bene chi lo fa, ma dopo non si è risolto niente. Quindi è difficilissimo prenderlo Trump, ma bisognerebbe fare quello che per pochi giorni dopo la sua elezione si è cercato di fare, cioè capire perché è successo, anziché dare del matto criminale a lui e dei matti criminali a tutti quelli che l’hanno eletto. Perché quelli che lo hanno eletto sono quelli che quattro anni prima avevano eletto Biden e che anni prima avevano eletto addirittura il primo nero alla Casa Bianca. Non si può continuare con queste semplificazioni. Almeno noi, che non siamo Trump, dovremmo cercare di essere seri”, ha concluso Travaglio.
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