Aeternus è l’omaggio di Fabio Freisa al Nivolet e alle genti del Parco
FELETTO
Si chiama Aeternus l’ultimo lavoro musicale di Fabio Freisa musicista di Feletto. Il brano e la relativa videoclip sono un atto d’amore verso il Parco nazionale del Gran Paradiso e verso le comunità che lo popolano. Un luogo, il colle del Nivolet, che ha imparato a conoscere e ha eletto come posto del cuore. Non è un caso che nei titoli di coda spicchi il ringraziamento agli abitanti della Valle Orco e della Valsavarenche.
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L’ESORDIO A 14 ANNI
Fabio Freisa, classe 1988, arriva da una famiglia di musicisti e suona in pubblico dall’età di 14 anni nell’orchestra fondata dalla madre, Nicoletta Notarangelo, e dal padre Felice. Suona nei locali, nelle feste di piazza e nelle sagre di mezza Italia in Piemonte, Lombardia e Liguria passando attraverso i generi musicali più disparati: dal ballo liscio al rock internazionale fino ai cantautori italiani. «Approcciare i diversi stili musicali è stata per me una esperienza fondamentale – dice – Ho iniziato la mia avventura musicale a 5 anni studiando il clarinetto nella banda musicale di Feletto, con il maestro Silvio Caligaris e poi ho iniziato a dedicarmi al pianoforte. Ed è stato naturale suonare come tastierista nell’orchestra dei miei genitori». Dopo le scuole medie Fabio si iscrive al Conservatorio musicale di Torino dove perfeziona le tecniche del clarinetto e del pianoforte, terminando gli studi con gli esami di composizione musicale. E nel 2011 il musicista di Feletto approda all’Accademia nazionale di Santa Cecilia di Roma dove si ferma tre anni per perfezionare le tecniche del clarinetto. La selezione è durissima ma permette di accedere ad un ambiente internazionale con la possibilità di frequentare personaggi del mondo della musica di caratura internazionale.
COLAZIONE CON ENNIO
Rimane impressa nei ricordi di Fabio la colazione che una mattina fa insieme a nientemeno che Ennio Morricone. Finiti i tre anni di studio all’Accademia nazionale di Santa Cecilia sboccia la vena creativa con la produzione di brani di musica sperimentale di propria creazione e nel 2014 cambia completamente strada. Vince una borsa di studio e si trasferisce a Londra lavorando come ingegnere del suono. In questo ambiente internazionale riesce a concepire meglio la sua idea di musica. «Nello studio di registrazione – racconta –veniva gente di tutti i tipi e si faceva musica di ogni genere. Capisci quindi che l’ambiente musicale è talmente vasto che il musicista deve vivere la musica a 360 gradi. Unire tutte queste esperienze vuol dire cercare il bello nelle note e non dare importanza solo alla tecnica». Alla fine acquisisce la capacità di navigare tra le rigorose sponde della musica classica e le più accessibili correnti della musica leggera. E in questo periodo non mancano collaborazioni prestigiose con importanti orchestre come la Academy Symphony Orchestra e l’Orchestra del Teatro Regio di Torino. Alla fine del 2014, Fabio torna a casa e inizia il lavoro di insegnante, la sua seconda grande passione. «Lavorare con i ragazzi mi ha fatto maturare sia dal punto di vista umano che dal punto di vista professionale - continua Fabio - e oltre al lavoro di insegnante nelle scuole pubbliche mi dedico all’insegnamento del clarinetto e del sassofono alla Filarmonica di Leini e alla Filarmonica di Strambino. Cerco di valorizzare queste realtà perché sono nato nella banda e la musica di queste formazioni deve essere valorizzata». Ma l’insegnamento non ha certo esaurito la vena creativa. «Lo strumento è un mezzo per esprimersi e io non voglio suonare solo la musica degli altri – spiega – . Creare e suonare un proprio brano è una grandissima soddisfazione. È per me è ormai diventata una tappa importante della mia carriera».
IL MONDO DI YOUTUBE
E la produzione di Fabio comincia ad essere corposa. Molti i video disponibili su YouTube dove Fabio ha anche un proprio canale. E non sono mancate anche collaborazioni prestigiose come il video girato per Emergency durante il periodo della pandemia per raccogliere fondi per i malati di Covid. Ora le sue produzioni si proiettano verso la musica strumentale, frutto di una grandissima cultura musicale che riesce a mescolare vari generi musicali. «Il suono degli strumenti lascia molto spazio alla fantasia dell’ascoltatore portandosi dietro un alone di mistero», sottolinea. In questi giorni è uscito il singolo di Aeternus che rivela un’intelligenza armonica non comune, arrangiamenti curati e una capacità di scrittura melodica che cattura l’ascoltatore sin dal primo ascolto. Il singolo sarà seguito a breve dal primo album di musica strumentale interamente composta ed eseguita da Fabio Freisa. I brani saranno disponibili sulle varie piattaforme di streaming musicale. E in cantiere c’è già il prossimo progetto. «Di che si tratta? Sarà un’esplorazione della dualità della natura umana, l’eterno conflitto che si svolge all’interno di ognuno di noi – conclude Fabio Freisa – e dal punto di vista musicale sarà una mescolanza tra la musica classica e quella elettronica, che svolgeranno il ruolo di protagoniste». Il percorso di un artista che non teme di esplorare le affinità e le contaminazioni possibili tra mondi apparentemente distanti creando una profonda sinergia tra le diverse anime musicali.GIORGIO PASQUA
