Tappa 19 del Giro d’Italia: incognita strade chiuse e i sindaci si fanno avanti
BORGOFRANCO D’IVREA. Forte incertezza sul tracciato canavesano della 19ª tappa del Giro d’Italia, in programma fra meno di un mese (venerdì 30 maggio): la Biella-Champoluc, negli intenti degli organizzatori, dovrebbe scollinare la Serra a Croce Serra per poi scendere a Borgofranco e da qui dirigersi verso la Valle d’Aosta.
Il problema è che, per via delle frane verificatesi negli ultimi periodi, non sono percorribili né la provinciale 73 né l’eventuale alternativa che passa da Bienca, frazione di Chiaverano: «È una situazione decisamente critica – riconosce il sindaco di Borgofranco Fausto Francisca – non solo per il Giro, ma anche perché quella strada dovrebbe essere percorsa il prossimo weekend dai molti Alpini richiamati dal raduno nazionale di Biella, che soggiorneranno al di qua della Serra. Senza poi dimenticare che quell’arteria è fondamentale per moltissime persone che quotidianamente devono spostarsi per lavoro o per studio dal Canavese al Biellese».
L’unica alternativa, cartina stradale alla mano, sarebbe stravolgere il primo tratto della tappa: giunta a Mongrando, la carovana, anziché svoltare verso Croce Serra, dovrebbe dirigersi verso la Broglina, scendere a Bollengo e raggiungere Ivrea. Da qui, lungo la statale 26, attraversare Montalto Dora e raggiungere Borgofranco d’Ivrea per reimmettersi sul tracciato originale e dirigersi verso le salite valdostane. Una variante che potrebbe causare problemi sul chilometraggio della frazione e dovrebbe attraversare Ivrea nel giorno di mercato.
Luigi Ricca, sindaco di Bollengo, non disdegnerebbe però questa soluzione: «Non c’è nessuna informazione ufficiale o richiesta in questo senso, però di sicuro ci farebbe piacere veder passare il Giro dal paese. Possiamo anche proporre due alternative: o l’immissione diretta sulla ex statale 228 del Lago di Viverone, oppure l’attraversamento del centro, per poi percorrere la parallela via Burolo, come avvenuto nella tappa del 2013, arrivata a Ivrea. Se dovesse capitare, noi siamo pronti».
Francisca, da parte sua, spera in un ruolo da protagonista per la sua Borgofranco: «Premesso che mi auguro che la situazione viaria torni alla normalità e tutto si possa svolgere come previsto, in caso contrario, noi saremmo pronti anche a ospitare la partenza, se dovessero accorciare la tappa». Potrebbe essere un risarcimento di quanto avvenuto nel 2023, quando alla tappa Borgofranco-Crans-Montana (Svizzera) vennero tagliati, per via del maltempo, i chilometri iniziali, che prevedevano l’attraversamento della Valle d’Aosta, e si svolse solo in territorio elvetico. Nessun problema, invece, per il percorso valdostano, che prevede ben tre Gran premi della montagna di prima categoria a Col Tzecore (1623 mt), Col Saint-Pantaléon 1664) e Col de Joux (1639), oltre a quello di seconda categoria piazzato ad Antagnod (1724), a cinque chilometri dall’arrivo.
