Garlasco, l’amico di Marco Poggi e Andrea Sempio: «Io in cantina sono sceso una volta sola»
GARLASCO. Martello, attizzatoio, mazzetta e piccozza non sarebbero stati rinvenuti nella roggia di Tromello, a pochi passi da una casa di famiglia delle gemelle Cappa, ma come dichiarato da più di una persona, furono consegnati ai carabinieri sarebbero state consegnate ai carabinieri da un nuovo supertestimone. È quanto svelato a Ore 14 sera, in onda su Rai2 e diretto da Milo Infante, in merito al delitto di Chiara Poggi, avvenuto il 13 agosto 2007. Lo scorso mese di maggio, gli investigatori dragarono la roggia con la tecnica dello svuotamento. A quanto risulta a Ore 14 sera, gli attrezzi non furono ritrovati nel letto della roggia, ma furono consegnati ai carabinieri. Ci sarebbe dunque un nuovo supertestimone che potrebbe far luce sulla morte di Chiara Poggi.
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L’amico non indagato di Andrea Sempio
A Ore 14 giovedì sera sul tardi è stata mandata in onda una intervista ottenuta di nascosto Mattia Capra, amico di Andrea Sempio, perquisito a sua volta e sentito dagli inquirenti: “Non ci frequentiamo più, in cantina sono sceso una volta sola anni prima del delitto. L’indagine? Dovevano farla 18 anni fa”.
Esiti delle analisi dei consulenti, 5 profili vanno approfonditi. In 11 dei 21 campionamenti il Dna è illeggibile
Solo i profili di Chiara Poggi e Alberto Stasi, e non di Andrea Sempio, sono stati individuati dai 21 campionamenti effettuati sui rifiuti sequestrati nella villetta di Garlasco nell'immediatezza dell'omicidio e tra i reperti al centro dell'incidente probatorio disposto nell'ambito della nuova indagine della Procura di Pavia. E' la conferma delle indiscrezioni emerse oggi dalle prime analisi, di parte e parziali, effettuate dalla schiera di consulenti nominati dalla difesa di Sempio, di Stasi, che sta espiando 16 anni di carcere, e della famiglia Poggi. Secondo quanto riferito, da 11 dei 21 campioni è impossibile ricavare un profilo genetico leggibile. Altri 5 profili si prestano ad approfondimenti e possono essere interpretati anche se, in base agli esami finora svolti, portano a Chiara. Della vittima è stato individuato il Dna sui due barattoli di Fruttolo, su un piattino di plastica e sul sacchetto della spazzatura, mentre sulla cannuccia è stato isolato il profilo di Alberto. Quelli trapelati sono gli esiti di accertamenti sui dati grezzi che i periti nominati dal gip pavese Daniela Garlaschelli, hanno inviato ai genetisti con cui il prossimo 4 luglio si incontreranno di nuovo per la comparazione ufficiale delle tracce genetiche con i tamponi repertati e conservati a temperature bassissime.
