San Savino Ivrea, una domenica straordinaria Madonnari e Manouche fest
IVREA. Ci saranno anche I madonnari a San Savino 2025, con 10 artisti del gessetto provenienti da diverse regioni d’Italia, che, domenica 6, dalle 20 alle 24, lavoreranno dal tardo pomeriggio a notte fonda, in via Arduino, realizzando opere ispirate al santo patrono Savino, alla Vergine Maria, ai santi presenti nelle chiese di Ivrea e ai cavalli. ed ai cavalli. Artisti di strada tra i più apprezzati, i Madonnari derivano il loro nome dalle immagini, soprattutto sacre e principalmente raffiguranti Madonne, che sono soliti disegnare per strada con l’arte del gessetto. La loro è un’arte popolare che, nella sua semplicità di linee, colori, volumi e stilizzazione è immediatamente amata dal pubblico e suscita molte emozioni. A Ivrea, gli artisti non dovrebbero realizzare le loro opere disegnando direttamente sul selciato, ma su supporti in tessuto, in modo, una volta terminate, da poterle appendere lungo la via per accogliere e fare da suggestivo sfondo al passaggio della processione, il giorno successivo, lunedì 7.
Sempre domenica 6, dalle 19.30 alle 23, piazza Ottinetti ospiterà una delle novità dell’edizione 2025 della patronale, il San Savino Manouche Fest. Spiegano gli organizzatori: «Jazz, swing e gipsy e gli strumenti a corda animeranno la piazza con un vero, piccolo Festival. Dai primi del '900, la musica manouche incarna da sempre la contaminazione,il melting pot culturale, il ballo, la festa e lo spirito dell’accoglienza e della mescolanza Nato dalla fusione di generi come la musette francese e lo swing americano, Manouche è ancora oggi un genere ce riesce a essere innovativo e trascinante». I gruppi che si alterneranno, oltre a portare l’allegria e dar corpo allo spirito della festa, mostreranno approcci diversi a un genere nelle sue mille sfaccettature. A partire dai 20 Strings (Maurizio Mazzeo, chitarra; Alberto Palazzi, chitarra; Andrea Garombo, contrabbasso; Paolo Inserra, batteria), gruppo jazz manouche nato nel 2012, che propone un repertorio ispirato alle sonorità di Django Reinhardt. La loro musica unisce tradizione e innovazione, portando sul palco un sound autentico e coinvolgente. Altro gruppo sarà il Caravan Trio (Federico Tosi, contrabbasso; Lorenzo Panero, chitarra manouche; Vittorio Ostorero, chitarra manouche), con Oliver Crini, chitarra elettro-acustica, che fonde manouche con influenze reggae, classiche, elettroniche, rock, jazz e folk. Si replicherà lunedì 7, sempre dalle 19.30 alle 23, con altri due gruppi: Distilleria Manouche e Dmitry Kuptsov Band.
