Scoperta una pianta infetta in viale Nazario Sauro, a rischio 130 platani storici
PAVIA. Sono a rischio i 130 platani di viale Nazario Sauro, alcuni dei quali raggiungono il secolo di vita. La conferma che uno dei grandi alberi del viale sia stato aggredito dal cancro colorato, malattia infettiva provocata da un fungo, è arrivata da un laboratorio specializzato di Milano. Qui l’assessorato all’Ambiente del Comune, guidato da Lorenzo Goppa, ha inviato tredici campioni prelevati da altrettanti platani da far analizzare per verificare se vi siano tracce di questo temibile patogeno fungino che è altamente infettivo. Se le analisi accerteranno la presenza del fungo ascomicete Ceratocystis fimbriata in altre piante del viale, si sarà costretti a procedere ad abbattimenti intensivi. Perché questa pericolosa malattia fungina è conosciuta per causare la cosiddetta “moria del platano”.
La minaccia
Rappresenta infatti una seria minaccia a causa non solo della sua infettività ma anche della capacità di indurre una malattia letale e dal decorso molto rapido.
«Il patogeno fungino non si vede dall’esterno – spiega l’assessore Goppa -. È un microfungo, alloctono, cioè proveniente dall’estero, che ha la capacità di decimare interi viali di piante. Se risulterà presente negli altri campioni di legna, saremo purtroppo costretti a procedere ad un abbattimento rigoroso che dovrà essere effettuato il prima possibile per evitare il propagarsi del patogeno che è letale». Stando alla normativa regionale vigente, gli abbattimenti possono effettuarsi o ad agosto o a gennaio.
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«Si stanno accelerando i tempi per procedere il mese prossimo – avverte Goppa -. Si dovrà anche incaricare una ditta specializzata per smaltire il legame infetto». L’assessore fa poi sapere che il Comune è in stretto contatto con l’università di Pavia.
Tempi brevi
«Intendiamo mettere in atto tutte le misure necessarie ad arginare il patogeno che, al momento, è presente, con certezza, in uno dei platani che si trova vicino a viale XI Febbraio – spiega Goppa -. La speranza è di evitare l’abbattimento di tutte le piante presenti. In ogni caso, in seguito, si procederà alla ripiantumazione, ma con altre essenze autoctone».
«È una malattia che si trasmette molto facilmente da una pianta all’altra anche per anastomosi radicale ed è probabile che finirà per attaccare tutte le piante del viale – spiega Carolina Girometta, ricercatrice del Dipartimento di Scienze della terra e dell’ambiente dell’ateneo pavese -. Qualora dovessero esserci numerosi alberi senza sintomi, si potrebbe valutare di abbattere, per eccesso, solo quelli sani vicini al platano malato, preservando il più possibile gli altri, nella speranza che il patogeno non si propaghi. Per fortuna si tratta di una malattia che aggredisce soltanto i platani. Dà sia sintomi vascolari che necrotossici. Quanto appare all’esterno è la sintomatologia necrotossica che produce la risposta dell’albero con colorazioni di tannini e necrosi. A provocare la morte, più o meno rapida, della pianta è l’ostruzione dello xilema conduttore che impedisce lo scorrimento della linfa, determinando evidenti problemi quando le temperature si innalzano, al punto da provocare un’embolia». —
