Dna maschile nella bocca di Chiara: non è di Sempio e neppure di Stasi
GARLASCO. Un profilo Y, quindi maschile, completo. Materiale genetico che, dai primi confronti, non sarebbe né di Alberto Stasi, il fidanzato della vittima condannato per il delitto a 16 anni di carcere, né di Andrea Sempio, il commesso di 37 anni indagato nell’inchiesta bis della Procura di Pavia. Un profilo quindi «ignoto».
La svolta arriva dalle prime analisi del tampone orale di Chiara Poggi, eseguito nel corso dell’autopsia. Nella parte centrale della bocca è emersa la presenza di una traccia maschile, che i consulenti della difesa di Stasi, che hanno potuto esaminarla, definiscono «completa».
Non è l’unico dettaglio emerso dai primi esiti: il materiale genetico, infatti, risulta non coincidere con il Dna di Stasi ma nemmeno con quello di Sempio.
Il confronto
Anche in questo caso il confronto è stato eseguito dai consulenti della difesa di Stasi (ma ieri sera erano al lavoro anche i consulenti delle altre parti coinvolte). Risultati che ora dovranno essere confermati all’interno dell’incidente probatorio ancora in corso: nelle prossime settimane la genetista Denise Albani, incaricata dalla giudice Daniela Garlaschelli, «amplificherà» il profilo per poter svolgere un’analisi ancora più accurata.
Il profilo sarà confrontato in modo ufficiale con i Dna già prelevati, quindi con quello di Sempio e Stasi, ma potrebbe essere confrontato anche con altri profili genetici, che potrebbero venire prelevati ad altre persone che frequentavano la casa di via Pascoli.
Il tampone già analizzato
La presenza di un Dna maschile sul tampone era stata già accertata dal medico legale Marco Ballardini, che nel 2007 aveva raccolto questa traccia su alcune garze: per ragioni sconosciute questa traccia non sarebbe stata mai analizzata. Fino ad adesso. Questo materiale genetico sarebbe peraltro diverso da quello attribuito a un «ignoto 2» e trovato sull’impronta 13, quella formata da quattro contatti e repertata sull’anta fissa della porta della cucina di casa Poggi. La traccia del tampone orale di Chiara sarebbe quindi di un terzo uomo.
Il tappetino del bagno
L’altro reperto su cui sono giunti i primi esiti è il frammento del tappetino del bagno: il Dna maschile ritrovato insieme al sangue della vittima apparterebbe a Marco Poggi o al padre, frequentatori della casa. Nessuna indicazione utile alle indagini, dunque, anche se su questa porzione di tappeto, ritagliato dai Ris, l’assassino lasciò una traccia del sangue della vittima. Il dettaglio spiega la dinamica del delitto: il killer, infatti, è andato in bagno dopo avere ucciso la ragazza. Secondo la pista che sta seguendo la Procura di Pavia non si sarebbe lavato, ma si sarebbe ripulito del sangue utilizzando alcuni asciugamani, nei quali avrebbe anche avvolto l’arma del delitto.
