Fontana, Christillin, D’Amico, Palomba, Bianchi a Kiss Kiss Napoli
Gaetano Fontana, allenatore, ha rilasciato un’intervista a Kisskissnapoli.it: “Credo che l’acquisto di De Bruyne sia stata una genialata da parte dell’entourage del Napoli. È un elemento che da prestigio a tutto l’ambiente. Porta classe, qualità, capacità ed anche esperienza nei vari tornei che il Napoli sarà chiamato ad affrontare in questo nuovo ciclo calcistico. Ad oggi sarà difficile immaginare quale possa essere l’assetto iniziale, ma viste le tanto competizioni da affrontare, ritengo fosse necessario allestire una rosa profonda e di grande qualità se si vuole essere protagonisti e non solo comprimari. Ma vista la determinazione del club a voler alzare ulteriormente l’asticella, a mio avviso ci dobbiamo preparare ad altri colpi di grande livello. Napoli credo manchi solo la consapevolezza di potersela giocare con le big della Champions, ma questa consapevolezza verrà acquisita grazie al lavoro che sta facendo Conte ed ovviamente anche grazie all’aggiunta di elementi come De Bruyne che hanno confidenza con questo tipo di competizione e sanno anche come si fa ad arrivare fino in fondo. Retegui 70 milioni, Beukema valutato 35, si sta esagerando con i prezzi dei cartellini dei calciatori? Direi proprio di sì. Gli Arabi stanno facendo lievitare oltremisura i parametri valutativi di ogni singolo atleta al di là del valore oggettivo ed effettivo”.
Evelina Christillin, dirigente sportivo ed ex membro dell’UEFA, ha rilasciato un’intervista a Radio Goal, in diretta su Kiss Kiss Napoli: “A Napoli non indosso la maglia della Juventus (ride ndr.). Stavo salendo sull’aereo per venire a Napoli e c’erano due signori vicino a me che mi hanno detto ‘basta che non sale sull’aereo Giorgio Chiellini’, io gli ho risposto ‘è il migliore che ci sia!’. Conte? Impossibile non aver sperato in un suo ritorno alla Juventus. A Napoli sta bene, da parte sua non c’è stata mai una conferma sulle voci che lo volevano alla Juve. Ha vinto, con De Laurentiis s’è chiarito, è arrivato De Bruyne, poi sua moglie e sua figlia stanno benissimo a Napoli ed è giusto che lui sia rimasto. Ormai in Italia ci sono tanti presidenti stranieri, De Laurentiis è uno dei pochi italiani. Mondiale per Club? La Juventus è andata male, poi ha limitato i danni contro il Real Madrid grazie ad un grande Di Gregorio. Ora il PSG è una squadra eccezionale. Stasera c’è una partita importante, si gioca Italia-Spagna per gli Europei di calcio femminile e facciamo il tifo per le azzurre. Il calcio italiano? Abbiamo investito molto poco nelle cantere sia a livello di atleti che di infrastrutture. Siamo stati costretti a condividere con la Turchia gli Europei del 2032. Più tardi vedrò Manfredi e la questione dello stadio a Napoli dev’essere risolta. Mi auguro che Napoli venga scelta come città che ospiterà gli Europei. La situazione degli stadi italiani è deficitaria. Se guardiamo le percentuali degli italiani in Serie A è bassissima, è il 32%. La percentuale sui bilanci di ciò che si spende per gli stipendi siamo intorno all’80%. La mia storia? Mi ammalai di leucemia all’età di 30 anni, ma se sono qui a raccontarlo vuol dire che ce l’ho fatta. Bisogna crederci, ma bisogna anche avere fortuna. I miei progetti? Voglio proseguire col mio lavoro al Museo Egizio. Se rinascessi però mi piacerebbe nascere a Napoli. Il Napoli mi piace moltissimo, amo i napoletani, ma se capita che la lotta scudetto è Napoli-Inter è normale che tifi Napoli (ride ndr.)”.
Andrea D’Amico, agente di calciatori, ha rilasciato un’intervista a Radio Goal, in diretta su Kiss Kiss Napoli: “Il calcio sta diventando sempre più globale ed è una delle prime cinque aziende a livello internazionale. Ha un significato sociale, politico ed economico. Una volta si diceva ci fosse solo il business, oggi è diventato anche entertainment. Oggi vediamo che l’Arabia Saudita usa il calcio come valuation del paese. Siamo assurdamente autoreferenziali, pensiamo di essere il campionato più bello del mondo, quando in realtà siamo un campionato di passaggio dove o vengono i calciatori vecchi come Dzeko e Modric o i giovani ci usano come trampolino. L’azienda calcio lavora su un modello di business superato. Sono fallite, dal 2000 ad oggi, 190 squadre professionistiche. Oggi il calcio è poco attrattivo per gli investitori a meno che non vengono dall’estero perchè prendono a prezzo di saldo. Se ci sarà il coraggio di dare una programmazione diversa allora diventerà attrattivo anche per gli imprenditori italiani. Il futuro di Insigne? E’ tornato in Italia, adesso vediamo quali siano le prospettive concrete. La cosa più importante è che lui sta benissimo e il nostro calcio ha bisogno di grande qualità come ce l’ha Insigne. Spesso vediamo partite noiosissime, il calcio è anche fantasia, non solo tatticismo. I campioni di una volta oggi non ci sono più, sembrano tutti impacchettati dentro certi tatticismi. Osimhen alla Juventus l’anno prossimo? Sarebbe un grande acquisto per la Juventus”.
Claudio Palomba, ex Prefetto di Napoli e Torino, ha rilasciato un’intervista a Radio Goal, in diretta su Kiss Kiss Napoli: “Io tifoso del Napoli? Sì, per fortuna in Italia qualcosa sta cambiando a nostro favore e la dimostrazione è che abbiamo vinto due scudetti in tre anni. Quando andai via da Torino mi fecero uno scherzo, mi regalarono la maglia della Juventus. Il presidente Cirio cacciò la maglia firmata, numero 10, Palomba, della Juve. Io avrei dovuto indossarla quando sarei entrato alla Prefettura di Napoli, io mi rifiutai, non avrei mai potuto accettare. Io tifoso del Napoli? Dovevo fare una scelta tra fare il calciatore ed il Prefetto, poi decisero i miei genitori”.
Ottavio Bianchi, allenatore, ha rilasciato un’intervista a Radio Goal, in diretta su Kiss Kiss Napoli: “Messi il più grande di tutti i tempi? Non si può fare una classifica. Il termine fuoriclasse vuol dire che sei fuori classifica. Quando raggiundi dei livelli come ha fatto Maradona o altri c’è solo da ammirare, poi subentra il gusto personale. Non direi mai che Messi sia il calciatore più forte di tutti i tempi. Io ho giocato contro Pelè e qualcun’altro e vi assicuro che non era facile, come contro Cruijff, giocatore da calcio totale. Il calcio italiani? Guardate quanti italiani ci sono in Serie A, bisogna rifondare tutto. Alla base ci devono essere i vivai. Se potessi giocare in una squadra di oggi quale sceglierei? Il Napoli, è l’unica squadra dove c’è una società sana ed un allenatore che ha già ottenuto successi. Il Napoli parte da un vantaggio enorme”.
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