Così Botto fa correre l’Entella matricola di B: «Si deve faticare per arrivare ai risultati»
VARZI. Un varzese fa correre l'Entella, squadra di Chiavari fresca di promozione in serie B. Per il terzo anno consecutivo, infatti, il ruolo di preparatore atletico del club ligure è competenza di Massimiliano Botto, 50 anni, varzese, laureato in Scienze Motorie. «A Varzi, vive ancora mia mamma e ho molti amici, tra cui Maurizio Guidi, dirigente della squadra di casa. Impegni permettendo, cerco sempre di tornarci una volta al mese», spiega Botto, attualmente al lavoro nel ritiro precampionato di Tavarone, località dell'alta Val di Tara, in provincia di La Spezia.
Dopo la laurea in Scienze Motorie, conseguita nelle sede distaccata di Voghera, Botto ha cominciato a collaborare con il Centro di Medicina dello Sport di Voghera. «E' una stata una palestra fondamentale per me. Ho acquisito l'approccio scientifico allo sport, lavorando insieme a professionisti di grande spessore». Nel frattempo, ha maturato le prime esperienze nell'ambito della preparazione atletica, all'interno di squadre di calcio, basket e seguendo ciclisti dilettanti nella nostra zona.
Nel 2013, ha superato il corso della Figc per diventare preparatore atletico professionista a Coverciano. Uno step che gli ha aperto le porte del calcio professionistico. «Ho fatto uno stage di qualche mese nel Genoa in serie A, quindi sono passato allo Spezia, dove sono rimasto per cinque anni, tra Primavera e prima squadra in B. Dopo lo Spezia, sono stato due anni alla Ternana, due al Potenza, quindi un anno al Foggia, e ora ho iniziato la terza stagione all'Entella. Qui sto benissimo, c'è una società molto forte e organizzata, che ci mette a disposizione tutto ciò che serve e con gli allenatori ho sempre costruito un'ottima sintonia. Voglio poi sottolineare l'aspetto umano che l'Entella cura da sempre, valori tutt'altro che comuni nel calcio e nella vita di oggi».
Sulla sua metodologia di lavoro, Botto spiega i principi base: «Il mio credo si esprime nel tanto lavoro, con una parte d'allenamento sempre dedicata alla forza abbinata all'uso del pallone. Si deve far fatica per arrivare ai risultati. C'è molta attenzione ai dati, con strumenti all'avanguardia che mi permettono di monitorare i valori fisici di ogni singolo giocatore, e mi aiutano anche a prevenire gli infortuni. Sono dell'idea che è fondamentale l'aspetto mentale, se si lavora e si vive in un ambiente sereno e con relazioni positive, ne beneficiamo tutti». Dopo una stagione da record, col campionato vinto in C, l'Entella si sta preparando per il torneo cadetto: «Più che i parametri fisici in sè, nel salto di categoria, incide più la velocità di pensiero, e la rapidità d'esecuzione del gesto tecnico. Gli atleti più performanti che ho avuto? Nell'Entella attuale, Bariti e Guiu hanno dati atletici notevoli. Mi aveva impressionato molto anche Gilardino, che ho avuto allo Spezia. Era a fine carriera, ma si vedeva che parlava una lingua diversa. Per l'intelligenza calcistica, ho poi apprezzato molto anche Maggiore e Pessina».
