Roberto, cento e lode al Gramsci di Ivrea: «Prima il satellite, ora una app per la fisica»
IVREA. Proviene da Borgomasino uno dei supermaturi da 100 e lode del liceo Gramsci. È il 19enne Roberto Malanotte, che dopo aver completato il suo percorso all’indirizzo di Scienze applicate, durante il quale ha anche partecipato alla costruzione di un piccolo satellite con il progetto Cansat, è pronto a far fiorire il suo talento per l’informatica al Politecnico di Torino.
Ha coronato nel migliore dei modi un percorso iniziato 5 anni. Soddisfatto?
«Si tratta di un bel risultato. Personalmente mi è sempre piaciuto studiare, ho fame di conoscenza, tanto che uscii con la lode già alle medie. Ho sempre passato molto tempo sui libri, ma sapevo che comunque è difficile ottenere la lode alla maturità: esistono tanti fattori che possono mettersi in mezzo e bisogna essere impeccabili nelle prove per riuscirci. Ce l’ho fatta anche grazie ai professori che mi hanno aiutato nella crescita scolastica e personale. In ogni caso bisogna tenere presente che il voto non è caratterizzante: più importante è come ci si è arrivati e cosa si è imparato durante il percorso».
Sembra avere le idee molto chiare sul futuro. È così?
«Ho sempre avuto una grande passione per l’informatica, fin dai tempi in cui da bambino osservavo mio padre nel suo lavoro da sviluppatore. Mi sono appassionato alla materia e desidero imparare quanto più possibile. Per questo guardo al futuro: mi sono già immatricolato per Informatica al Politecnico di Torino».
Ritiene che l’indirizzo di scienze applicate le abbia fornito le competenze che cercava?
«Sì, l’ho scelta sapendo che volevo studiare informatica, e con il Pcto (percorsi per le competenze trasversali e per l'orientamento, ndr) ho partecipato al progetto Cansat. Abbiamo costruito un piccolo satellite come team Eposat. Grazie alle competenze acquisite e alle conoscenze fatte lungo la strada, ora insieme a un amico stiamo sviluppando un’applicazione che funga da strumento d’aiuto per gli studenti che affronteranno la fisica, un formulario digitale facilmente consultabile. Un altro piccolo traguardo».
Cosa pensa dell’Esame di maturità così com’è strutturato?
«A mio parere rappresenta una sorta di formalità, qualcosa che va a chiudere il percorso iniziato 5 anni prima. È vero che a volte non rispecchia l’andamento scolastico degli studenti e non sempre premia chi deve essere premiato. Volendo dare un consiglio, inviterei gli studenti a viverlo con tranquillità e leggerezza, ricordandosi che il risultato ottenuto non è tutto».
