Simone Minetti prende il volo con la passione per gli aerei
Caluso. Simone Minetti, di Caluso, a soli 22 anni è uno dei più giovani piloti in Italia. Ha conseguito la licenza di pilota commerciale ed è pronto a cominciare la sua carriera alla guida di un aeroplano.
Come si sente ad aver raggiunto questo importante traguardo, trampolino della sua futura carriera?
«È una sensazione incredibile, un mix tra soddisfazione e tante emozioni. Dopo tanti anni di impegno, finalmente posso dire di aver raggiunto un traguardo importante e che ho sempre desiderato».
Come è nata la sua passione per il volo?
«Questa passione è nata quando avevo undici anni. Era l’estate tra la prima e la seconda media e io e mia madre siamo andati in Calabria in aereo. Ricordo che dal finestrino non guardavo il panorama, ma osservavo l’ala e i suoi movimenti, cercando di capire come funzionava. Poi ho insistito con gli assistenti di volo per poter vedere la cabina di pilotaggio. Quando sono entrato e ho visto il cockpit (la cabina di pilotaggio, ndr) si è acceso qualcosa dentro di me: un amore a prima vista. Da quel momento ho capito che volevo conoscere sempre di più questo mondo. Desideravo prendere un aereo, non tanto per andare da qualche parte, ma per capire come funzionava il volo».
A che età ha iniziato a volare?
«Ho cominciato a 16 anni, sia per il volo accompagnato sia per quello in solitario, e a 17 ho preso la licenza da pilota privato. Prima di tutto ho ottenuto la licenza per poter volare, poi ho proseguito con i passi successivi a farne una vera carriera».
Qual è stato il suo percorso formativo fino alla licenza conseguita pochi mesi fa?
«Per prima cosa voglio sottolineare come in Italia la formazione sia di alta qualità. Il primo volo l’ho fatto a sedici anni, in una scuola di aeronautica a Torino in compagnia degli assistenti. È un percorso impegnativo, ma molto ben strutturato. Per diventare pilota commerciale bisogna accumulare molte ore di volo e io ho fatto anche un anno all’estero, poi sono rientrato e ho completato le ore necessarie alla Turin Flying Academy».
Che cosa significa per lei e la licenza quali prospettive apre per il suo futuro?
«Significa poter fare domanda per lavorare come pilota di linea, volare per compagnie aeree civili. È un passo importante, anche se richiede ancora molta preparazione e selezioni».
Qual è l’aspetto che le piace di più del volo?
«Il senso di leggerezza, di libertà. Quando sono in volo mi allontano dai problemi e mi sento in un’altra dimensione. È sentirsi leggeri, lontano da tutto».
Sei uno dei piloti più giovani a raggiungere questo traguardo. Com’è essere così giovane in questo settore? «È una bella soddisfazione, anche se so che di solito si arriva a questo livello a circa 30 anni. Sono uno dei più giovani, ma sono molto motivato e pronto a continuare a crescere».
Quanto è stato difficile arrivare fin qui?
«Molto impegnativo, soprattutto economicamente. Senza il supporto della famiglia sarebbe stato impossibile, perché il settore richiede investimenti importanti. Questa è una cosa che andrebbe sottolineata per i molti ragazzi che voglio approcciarsi a questa professione. Il percorso è fattibile dal punto di vista dello studio e dell’esercizio, il vero impegno a cui far fronte è quello della sostenibilità economica».
Oltre alla sua famiglia che l’ha supportata, chi altro l’ha sostenuta in questo percorso?
«Gli istruttori della scuola di Torino: Andrea Biolatto e il comandante Fulvio Maria Patono, che mi hanno seguito in ogni istante e dato tutto il loro appoggio».
Ora quali saranno i prossimi passi?
«Ho già presentato domanda di assunzione a diverse compagnie, a settembre ho i primi colloqui. Anche se la mia licenza mi permette di pilotare qualsiasi aeromobile, dopo le assunzioni le compagnie tengono corsi interni di specializzazione per lo specifico tipo di aereo che il professionista andrà a pilotare. Una volta assunto, perciò, è probabile che dovrò ulteriormente specializzarmi, poi finalmente potrò pilotare un aereo di linea».
Ha mai pensato ad una carriera alternativa con la tua licenza?
«Ci sarebbe tutto il mondo dell’aviazione civile privata, ma è un lavoro a cui potrei dedicarmi quando avrò qualche anno di più. Per ora non ci penso affatto, non vedo l’ora di essere pilota di linea». —
