Gaza, l’esercito israeliano spara sui civili: almeno 42 morti e 100 feriti. Trump: “Presto liberi 10 ostaggi”
Almeno 42 persone sono state uccise nella Striscia di Gaza negli attacchi dell’esercito israeliano dall’alba di oggi, 19 luglio. Tra le vittime, almeno 29 stavano attendendo aiuti umanitari vicino ai centri di distribuzione. Fonti ospedaliere a Gaza hanno riferito che più di 100 persone sono rimaste ferite negli attacchi. La protezione civile di Gaza, gestita da Hamas, ha parlato di “colpi d’arma da fuoco israeliani” vicino a due centri di aiuti umanitari nel sud della Striscia. Mahmoud Bassal, portavoce della protezione civile, ha specificato che 22 persone sono morte nei pressi di un centro a sud-ovest di Khan Younis e altre quattro a nord-ovest di Rafah, attribuendo entrambi gli attacchi a “colpi israeliani”, denunciando l’ennesimo episodio di violenza contro civili in cerca di aiuti. Dalla fine di maggio, secondo quanto riportato da Al Jazeera, 900 persone sono state uccise in attesa della distribuzione di cibo dalla fine di maggio.
Fonti mediche dell’ospedale Nasser hanno confermato i fatti di Khan Younis, con il direttore Atef al-Hout, che ha parlato di “un numero senza precedenti di vittime in pochissimo tempo”, avvertendo che il bilancio potrebbe peggiorare a causa della carenza di personale, attrezzature e medicinali. Testimoni e fonti locali hanno riferito che le truppe israeliane hanno circondato l’area di Al-Tina Street, dove migliaia di persone si erano radunate per raggiungere un centro di distribuzione alimentare, e hanno iniziato a sparare proiettili sulla folla, causando vittimi anche tra bambini e adolescenti. Le autorità israeliane non hanno ancora fornito commenti ufficiali.
Nel frattempo, la questione degli ostaggi a Gaza è tornata al centro dell’attenzione internazionale con le dichiarazioni dell’ex presidente degli Stati Uniti, Donald Trump. Durante una cena con parlamentari repubblicani alla Casa Bianca, la sera del 18 luglio, Trump ha annunciato l’imminente rilascio di altri dieci ostaggi da Gaza. “Abbiamo recuperato la maggior parte degli ostaggi. Ne avremo altri dieci molto presto, e speriamo di concludere tutto rapidamente”, ha dichiarato Trump. Il riferimento è ai negoziati sostenuti da Washington in corso a Doha dal 6 luglio scorso tra Israele e Hamas. La proposta statunitense prevede una tregua di 60 giorni in cambio del rilascio di dieci ostaggi vivi e la restituzione dei resti di altri diciotto.
Ma ancora ieri le parti si sono scambiate reciproche accuse. “Se il nemico rimane ostinato in questo round di negoziati, non possiamo garantire un ritorno alle proposte di accordo parziale, inclusa l’offerta di scambio di 10 ostaggi”, ha dichiarato Abu Obaida, portavoce delle Brigate Ezzedine al-Qassam, che accusa Israele di continuare a proporre “un accordo globale che prevedesse il rilascio di tutti gli ostaggi in una sola volta”. “Hamas non sta facendo progressi sul rapporto tra prigionieri rilasciati e ostaggi”, ha invece dichiarato un funzionario israeliano. Un diplomatico arabo e una seconda fonte coinvolta nella mediazione hanno dichiarato che Hamas ha di fatto revocato il veto sulla discussione dei termini dello scambio di ostaggi-prigionieri dopo aver ricevuto le mappe aggiornate di Israele che descrivono il ritiro parziale delle Idf da Gaza durante la tregua di due mesi oggetto dei colloqui. Intanto i negoziatori israeliani rimangono in Qatar e un’altra delegazione è al Cairo per discutere dell’invio di aiuti umanitari in caso di cessate il fuoco.
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