Morto sui binari a Strambino: s’indaga. Forse già deceduto prima del treno
STRAMBINO. È aperta ancora qualsiasi ipotesi sulla morte di un uomo, allo stato ancora non identificato perché non aveva con sé i documenti, sui binari della ferrovia Ivrea-Chivasso, poco dopo la stazione di Strambino. Proseguono le indagini della pm Valentina Bossi dopo i rilievi della polizia scientifica, infatti, per stabilire persino le cause della morte. L’uomo, infatti, potrebbe essere morto prima del passaggio del treno. Potrebbe essere stato preso anche da un altro treno, l’unico passato precedentemente.
Inizialmente, infatti, si è pensato che l’uomo fosse stato travolto da un treno in arrivo da Mercenasco e diretto ad Ivrea, a poche centinaia di metri dalla stazione di Strambino perdendo la vita sul colpo attorno alle 6.30 del mattino di lunedì 21 luglio 2025. Poi, però, ad esami più approfonditi la causa della morte non è apparsa così chiara. Sarà disposto un esame autoptico per chiarire la causa della morte e si cercherà in qualche modo di risalire all’identità dell’uomo.
Quel che pare da escludersi è che l’uomo abitasse in zona. Qualcuno, infatti, lo avrebbe cercato. Bisognerà capire anche come il corpo sia finito lì. Si trovava, in prossimità di un cavalcavia, quindi si può essere gettato o può esser stato gettato dall’alto. Resta ancora in piedi l’ipotesi del gesto anti conservativo, naturalmente, anche se non è l’unica in campo. Non ci sono vie laterali in quel tratto vicino i binari, quindi l’unica alternativa è che sia arrivato dalla fitta boscaglia.
Quel giorno, comunque Trenitalia ha provveduto a un servizio sostitutivo di bus fino alle 12, quando la circolazione è ripresa.
I primi a continuare il loro viaggio sono stati i circa 30 viaggiatori, fatti scendere dai vigili del fuoco e trasferiti sul primo degli autobus in servizio per il resto della giornata sulla tratta ferroviaria. Sul posto sono arrivati subito i Carabinieri di Strambino, la polizia scientifica, i rappresentanti di Trenitalia, Rfi e le autorità sanitarie, che non hanno potuto far altro che certificare la morte dell’uomo. A procedere, tuttavia, è la Polfer di Chivasso.
Tra i primi a rendersi conto dell’accaduto, dopo i macchinisti del treno che hanno tentato inutilmente di frenare il convoglio alla vista della presenza dell’uomo sui binari.
Tra le numerose persone richiamate dalla tragedia, quel giorno, c’era anche Aicha la vedova dell’uomo che ha perso la vita nel precedente incidente registrato nel giugno del 2010 all’altro dei due passaggi a livello vicini a alla stazione Fs di Strambino.
Allora, alle 14.40, l’operaio marocchino Lahoussine Naim, di 43 anni, venne investito a livello del chilometro 23 + 445, della stazione di Strambino, a poche decine di metri dalla sua abitazione, di viale stazione 7, mentre tornava a casa dal suo posto di lavoro di Azeglio per festeggiare la fine dell’ultimo anno scolastico delle elementari del figlio Aiman di 11 anni. Naim, tenendo per mano la sua moto Honda Cbr 600, aveva cercato di attraversare i binari, con il passaggio a livello chiuso, ed era stato investivo dal treno in transito partito da Ivrea alle 14.25 che lo aveva scaraventato violentemente senza vita contro il muretto della stazione. —
