Strambino, investito da due treni. La vittima resta senza un nome
Strambino
Sarebbe stato investito da due treni secondo i primi esami medico legali. Non ha ancora un nome l’uomo morto sui binari lunedì 21 luglio. Dai vestiti che indossava (di taglie e colori diversi), pare potesse essere un clochard. Nessuno, comunque, ha ancora reclamato le sue spoglie. Sembra esclusa la pista dell’omicidio. L’uomo potrebbe essersi suicidato gettandosi dal cavalcavia o potrebbe esser stato vittima di un incidente. Nel secondo caso, soprattutto se avesse camminato sulla stretta via che separa in binari dalla vegetazione in quel punto, decisivo sarebbe stato l’effetto “risucchio” che c’è quando un treno passa, specialmente in prossimità di marciapiedi o aree strette, vicino ai binari. Così il secondo treno avrebbe colpito un uomo già morto.
Il primo treno, di fatto, non si sarebbe accorto nemmeno di averlo preso. Il secondo, in arrivo da Mercenasco, e diretto a Ivrea, a poche centinaia di metri dalla stazione di Strambino lo ha colpito intorno 6.30 del mattino.
Quel che pare da escludersi è che l’uomo abitasse in zona. Qualcuno, infatti, lo avrebbe cercato.
Quel giorno, comunque Trenitalia ha provveduto a un servizio sostitutivo di bus fino alle 12, quando la circolazione è ripresa. I primi a continuare il loro viaggio sono stati i circa 30 viaggiatori, fatti scendere dai vigili del fuoco e trasferiti sul primo degli autobus in servizio per il resto della giornata sulla tratta ferroviaria.
Sul posto sono arrivati subito i carabinieri di Strambino, la polizia scientifica, i rappresentanti di Trenitalia, Rfi e i soccorsi sanitari, che non hanno potuto far altro che certificare la morte dell’uomo. A procedere, tuttavia, è la Polfer di Chivasso.
Tra i primi a rendersi conto dell’accaduto, dopo i macchinisti del treno che hanno tentato inutilmente di frenare il convoglio alla vista della presenza dell’uomo sui binari, alcuni cittadini che si sono fermati sul posto. Tra le numerose persone richiamate dalla tragedia, quel giorno, c’era anche Aicha la vedova dell’uomo che ha perso la vita nel precedente incidente registrato nel giugno del 2010 all’altro dei due passaggi a livello vicini a alla stazione Fs di Strambino.
Allora, alle 14.40, l’operaio marocchino Lahoussine Naim, di 43 anni, venne investito a livello del chilometro 23 + 445, della stazione di Strambino, a poche decine di metri dalla sua abitazione, mentre tornava a casa dal suo posto di lavoro di Azeglio per festeggiare la fine dell’ultimo anno scolastico delle elementari del figlio Aiman di 11 anni. Naim, tenendo per mano la sua moto Honda Cbr 600, aveva cercato di attraversare i binari, con il passaggio a livello chiuso, ed era stato preso dal treno in transito partito da Ivrea alle 14.25 che lo aveva scaraventato violentemente senza vita contro il muretto della stazione.
