Fondi cultura ancora da assegnare e ad agosto a Ivrea resta solo il cinema
Ivrea
È rimasta con il solo cinema diffuso l’estate eporediese. Qualche acuto a giugno, con il Festival della danza, Your song e Siti sonori. Poi, San Savino ha di fatto chiuso la stagione degli eventi a Ivrea.
C’era una volta “Ivrea Summer Festival”, che nel 2022 aveva beneficiato dei fondi di Capitale del libro, ma anche nel 2023 aveva garantito presentazioni di opere, dibattiti, spettacoli teatrali, musica o cinema, ogni 2-3 giorni. Criticato, perché si diceva che non faceva altro che mettere insieme eventi già previsti. Eventi che, però, c’erano e oggi non ci sono più. E che raccolti sotto la forma del festival unico, venivano pubblicizzati anche a Torino, al di fuori dei circuiti eporediesi.
Nel 2024 “Ivrea è, l’estate” aveva comunque collezionato gli eventi estivi in una cornice. Nel 2025 manca un calendario generale degli eventi. Anche perché, basta quello del cinema diffuso.
Uno degli appuntamenti tradizionali che è venuto a mancare è quello di Morenica–net. «Abbiamo deciso di investire di più sulla stagione invernale - spiega Francesca Brizzolara -, perché secondo le esperienze degli anni precedenti c’era una congestione di eventi in estate con meno pubblico rispetto all’inverno. Per l’anno prossimo stiamo però pensando a una coda estiva, diversa rispetto al passato».
Dalla congestione, però, si è passati al deserto. C’è poco da stupirsi, se il bando cultura, che pur mette a disposizione la cifra raddoppiata di 100mila euro, chiude l’11 agosto. Lo scorso anno l’ultimo giorno per presentare domanda era il 3 maggio.
Il sindaco Matteo Chiantore, che ha la delega alla Cultura, spiega che l’accaduto è dovuto a una serie di concause. «In realtà - spiega -, il ritardo sul bando non c’entra. Le attività estive erano in parte compromesse dall’assenza di uno spazio come il Cortile del museo Garda, con quello del castello che può ospitare ancora solo eventi con un pubblico al di sotto delle 150 persone. Inoltre il bando è pensato su tutto l’anno, è valido per eventi dal 1° gennaio al 31 dicembre. Anche perché noi abbiamo deciso di destinare i fondi cultura a tutto l’anno, non solo all’estate».
Certo, bisogna capire quanti sono gli operatori culturali che hanno la forza di programmare a prescindere dal bando. E se, per il futuro, dovranno aspettarsi la certezza del finanziamento solo ad agosto inoltrato. «No - precisa ancora Chiantore -, quest’anno ci sono stati dei ritardi dovuti ad alcuni problemi negli uffici. Per il prossimo anno la nostra intenzione è tornare alla programmazione consueta».
Vanessa Vidano, presidente della Commissione Cultura, pensa che sia necessario anticipare l’uscita del bando anche rispetto alle consuetudini passate.
«Io credo che un punto fondamentale delle politiche culturali di una città sia la programmazione - argomenta -. Avere un calendario degli eventi che aiuti sia gli operatori culturali che il pubblico a orientarsi, da un lato nella progettualità, dall’altro nella fruizione, è un punto fondamentale da cui partire. Dall’altro lato, nello specifico, penso che se continuiamo con la pubblicazione del bando annuale della cultura, questo debba uscire a inizio anno, per dare la possibilità alle associazioni di organizzare le proposte e chiedere cofinanziamenti a sponsor ad altri enti. Guardando avanti: l’amministrazione si è impegnata a stilare il regolamento per la co-progettazione con gli enti del terzo settore e sta lavorando su questo, nell’ottica di avere a disposizione anche strategie alternative al bando per organizzare la proposta culturale del territorio». Insomma, più che un bando una visione complessiva della cultura in città.
