Scoperto caso di West Nile, ricoverato 60enne lomellino
VIGEVANO. Ritorna di attualità l’infezione da virus del Nilo Occidentale (West Mile) in Lomellina, con un caso in corso di trattamento alla clinica “Beato Matteo” di Vigevano. Un uomo, di poco oltre i i sessant’anni e residente in un Comune nei dintorni di Vigevano, si è presentato in clinica martedì con una febbre altissima e problemi connessi. Tra giovedì e venerdì i medici hanno concluso la diagnosi, decretando che è stato colpito da meningite come complicazione da infezione da West Nile.
«L’uomo è giunto in clinica in condizioni estremamente serie – conferma il direttore sanitario della Beato Matteo, Pietro Gallotti –. Aveva una febbre sopra i 41 gradi e problemi di disorientamento. Abbiamo iniziato a curarlo, escludendo le altre possibili cause di meningite. Alla fine, tra giovedì e venerdì, abbiamo avuto la conferma che la malattia era dovuta a un’infezione da West Nile. Sta rispondendo bene alle cure e se si sfebbra completamente, probabilmente verrà dimesso alla fine della prossima settimana».
La prevenzione
In questi casi si procede con la disinfestazione nel comune di residenza del paziente, nel raggio di circa 250 metri dall’abitazione o dal luogo presunto di infezione. Non c’è stato bisogno di isolare il malato in modo particolare, visto che il virus del Nilo Occidentale non viene trasmesso per contatto, ma solo tramite zanzare. In molti casi, la malattia è asintomatica, ma su soggetti debilitati o particolarmente fragili diventa pericolosa e addirittura mortale.
Non è il primo caso in provincia di Pavia quest’anno, visto che una donna, residente nel Pavese, è attualmente ricoverata in ospedale a Sant’Angelo Lodigiano per lo stesso virus. Vigevano nel 2020 ha addirittura avuto un morto, un uomo di 87 anni residente in una traversa di via della Gioia; nel 2023 un’infezione aveva colpito un altro vigevanese, residente della zona di via S. Maria. —
