Alla Cassetto di Lugnacco il dieci e lode della Caterpillar
val di chy. Un prestigioso riconoscimento è stato conferito alla “Cassetto costruzioni metalliche” di Lugnacco. Si tratta del “Caterpillar supplier excellence recognition” che appunto la Caterpillar, leader mondiale dei macchinari movimento terra e motori diesel industriali, assegna ai fornitori che hanno raggiunto la più alta qualità del prodotto oltre che la tempestività delle consegne e l’impegno al miglioramento continuo. «Motivo di grande orgoglio – osserva il titolare Pier Gianni Cassetto –. Siamo capaci di fare squadra, remando tutti nella stessa direzione, dal direttore di stabilimento al ragazzo da poco assunto». Oltre alla qualità del prodotto, «ci è stata riconosciuta la celerità nella risposte agli ordini: se Caterpillar ha necessità di un particolare pezzo, viene immediatamente messo in produzione e spedito. E sono circa tremila i nostri codici a catalogo. Riteniamo inoltre di essere competitivi, anche se la concorrenza dei Paesi dell’Europa dell’est, su tutti la Polonia, è forte. Negli anni, infine, abbiamo ottenuto le certificazioni ISO 9001, 3834 e 14001». L’azienda festeggerà nel 2026 i 60 anni di attività. Corre infatti il 1966 quando Antonio Cassetto, papà di Pier Gianni, licenziatosi dalla Olivetti, avvia nel garage di casa un’attività di costruzione di cancelli, ringhiere e telai per finestre. Tre gli operai alle sue dipendenze. La piccola azienda poco alla volta si ingrandisce tanto che Antonio, d’accordo con la moglie Onorina e il figlio, acquista all’imbocco del paese il capannone industriale dismesso dalla Rsm dopo il fallimento. Successivamente, Pier Gianni, subentrato al padre, prende contatto con la Caterpillar che, dopo aver valutato l’affidabilità e la capacità professionali della ditta di Lugnacco, le commissiona la costruzione di una serie di particolari per i suoi escavatori. Nel 1966, la Cassetto diversifica la clientela, stabilendo rapporti di lavoro con altre società internazionali all’avanguardia nel settore delle macchine movimento terra. E nel giro di tre anni raddoppia il fatturato. Con l’acquisto di un laser di ultima generazione i turni di lavoro diventano tre, mentre l’85% delle produzione va all’estero. Gli spazi della fabbrica non sono più sufficienti, tuttavia Pier Gianni Cassetto respinge proposte di affitto di capannoni situati nella pianura canavesana, preferendo ampliare lo stabilimento. «Fin quando ci sarò io, la fabbrica resterà qui».
Sono 78 attualmente i dipendenti, venti dei quali della Valchiusella. Tra essi non pochi, abitando vicino, hanno la fortuna di poter pranzare a casa. Prima accanto al marito e poi a fianco del figlio, Onorina ha sempre seguito da vicino il percorso di crescita della Cassetto, talvolta operando lei stessa alle macchine. Ottantottenne, fino a pochi mesi fa, il mattino era sempre presente in stabilimento. Di certo, adesso, ogni sera vorrà dal figlio il resoconto della giornata. giacomo grosso
