Asl/To4 e la sanità territoriale: «Stiamo definendo il modello per l’erogazione dei servizi»
CHIVASSO. La priorità dei prossimi sette-otto mesi, per la direzione dell’Asl/To4 è completare i cantieri Pnrr per case e ospedali di comunità. Le centrali operative territoriali (sono 5, a Ciriè, Chivasso, Castellamonte, Ivrea e Settimo Torinese, ndr) sulle quali sono stati investiti poco meno di 900 mila euro, sono già state completate. Parallelamente, la direzione sta lavorando al contenuto ovvero a come la sanità territoriale dovrà dare risposte ai cittadini in un territorio che ha alcune specificità (diverse aree montane a bassa densità abitativa e un’alta percentuale). Lo conferma il direttore generale dell’Asl/To4 Luigi Vercellino: «Noi stiamo già lavorando da tempo sulla definizione del modello organizzativo di casa di comunità e ospedale di comunità ed è ovvio che queste strutture richiederanno personale». Il nodo del personale non è la prima volta che emerge. Il modello, in corso di definizione, prevederà comunque, per sommi capi, da un lato il riordino e il raggruppamento nelle case di comunità di attività in questo momento sparse in posti diversi e dall’altro l’inserimento di servizi nuovi e quindi con personale aggiuntivo. Lo stesso ruolo delle centrali operative territoriali sarà sinergico in quanto lavoreranno per la presa in carico globale del paziente cronico. Le case di comunità lavoreranno in rete, con le strutture che ci sono già (non saranno duplicazioni dei poliambulatori) e ciascuna cercherà di rispondere alle esigenze del territorio di riferimento. Diverse, nel tempo, sono state le sperimentazioni. «Stiamo interloquendo con la Regione – aggiunge Vercellino –. Personalmente, non sono molto preoccupato per la parte medica perché siamo stati la prima Asl in Piemonte ad aver firmato l’accordo sulle Aft, le Aggregazione funzionali territoriali con medici di medicina generale ed ex medici di guardia medica che saranno il cuore dell’articolazione territoriale. Sono tutti professionisti che potranno scegliere di fare sia la parte di medicina generale che di guardia medica. Le Aft, che noi abbiamo già progetto e definito per il nostro territorio, avranno un servizio assicurato sette giorni su sette nell’arco delle 24 ore. Noi abbiamo già firmato l’accordo aziendale e condotto in porto la partita delle Aft proprio già in funzione delle case di comunità per cui i medici di medicina generale andranno a operare nelle case di comunità già con quella che potremmo definire una strutturazione organizzativa già prevista». In più, Vercellino sottolinea come ci siano sempre nuovi professionisti che escono dalle scuole di specialità per le discipline ambulatoriali e quindi la possibilità di reperirli. «Sono molto più preoccupato – aggiunge il direttore generale – per gli infermieri, difficili da reperire sul mercato. Su questo, bisogna trovare modalità di reperimento con la Regione, quindi a livello centrale».
