L’addio ad Albertina Farina, nota commerciante del centro di Ivrea
Ivrea
Ha raggiunto il suo amatissimo Cornelio, Albertina Farina, vedova Liore, venuta a mancare ieri, martedì 11, sei mesi dopo aver compiuto 100 anni e fatto un bilancio assolutamente positivo della sua lunga vita, prodiga, praticamente fino all’ultimo, di tutto quanto possa rendere felice una persona, affetti, salute, un lavoro impegnativo ma ricco di soddisfazioni, tanti anni da pensionata sereni e piacevoli e benessere economico per sé e la sua discendenza. Ad attenderla avrà trovato anche le sue più care amiche che, quasi tutte, l’avevano preceduta negli anni scorsi e che avevano condiviso le sue grandi passioni, la lirica e il teatro, per la prima delle quali ha sempre seguito le stagioni del Regio di Torino.
Nata nella capitale sabauda nel 1925, Albertina Farina, dopo le nozze avvenute nel 1948, condivise subito il lavoro con il marito Cornelio che, compiuti gli studi, era subentrato al padre nel negozio di salumeria e drogheria che questi, nel 1928, aveva rilevato dal fratello. Accanto all’amato marito (socio del Rotary e per oltre trent’anni, consigliere, prima, e vicepresidente e presidente, poi, dell’Azienda Gas) fu fino al 2004, quando lui venne, purtroppo, a mancare.
Da allora intensificò l’attività benefica con il suo club di servizio, l’Inner Wheel, di cui fino a ieri è stata l’amatissima decana e alle cui conviviali partecipò fino al 2023, quando fu alla Taverna verde di Anzasco, per festeggiare insieme alle altre socie i vent'anni della fondazione. E tutto il Club, commosso, piange in lei la scomparsa di una socia fondatrice, nonché di una colonna portante che in questi vent’anni si è prodigata per la buona riuscita dei numerosi progetti attuati.
Con Albertina Liore se n’è andata una delle ultime figure della vecchia Ivrea, una di quelle persone che tutti, in città e fuori, conoscevano e stimavano. Nella memoria collettiva resterà sempre l’immagine di lei, il sorriso smagliante, da pubblicità, sapientemente sottolineato da un tocco di rossetto, inappuntabile nella sua casacca da lavoro bordeaux, affabile con tutti, la coda dell’occhio a controllare che ogni cosa, all’interno del suo ricchissimo negozio di alimentari, in via Palestro, funzionasse al meglio. Una gran donna nel cui ricordo in tanti si stanno stringendo con affetto al figlio Mario, direttore organizzativo de Il Contato del Canavese e da oltre 25 anni patron del Teatro Giacosa, per recare a lui e alla sua famiglia una parola e un abbraccio di conforto e a lei un ultimo, affettuoso saluto.
Questa sera, mercoledì 6, alle 20.30, nella chiesa parrocchiale di Sant’Ulderico, in piazza di Città, si terrà la recita del Rosario; giovedì 7, alle 10, sempre in Sant’Ulderico, avranno luogo i funerali.
