Addio a don Tarantola, parroco per 42 anni: «Cilavegna è stata l’amore della sua vita»
CILAVEGNA. Per tutti i cilavegnesi era semplicemente il “prevo”. Don Mario Tarantola si è spento improvvisamente all’alba di ieri all’età di 84 anni, festeggiati il 23 luglio scorso a fianco dei giovani dell’oratorio Divina Provvidenza. I funerali si svolgeranno sabato, alle 10, nella chiesa parrocchiale dei Santi Pietro e Paolo: per quel giorno il sindaco Manuel Maggio ha proclamato il lutto cittadino. La veglia di preghiera si terrà venerdì, alle 21, sempre in parrocchiale.
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Nato a Sannazzaro nel 1941 e ordinato sacerdote nel 1964, fu curato a Ferrera Erbognone fino al 1967, quando fu trasferito a Cilavegna. Nel 1974 divenne parroco di Cilavegna, carica che avrebbe mantenuto per 42 anni consecutivi: nel 2016 le dimissioni e l’arrivo di don Giampaolo Villaraggia. Nel 2019, quando aveva ricevuto il titolo di cappellano di Sua Santità e la nomina a monsignore, il Comune gli aveva conferito un riconoscimento ufficiale e don Tarantola commentò così: «Cilavegna è stata e sarà l’unico amore della mia vita».
«Verso monsignor Tarantola – dice il sindaco Maggio – la comunità esprime sentimenti di gratitudine per la sensibilità che sempre ha avuto per la sua cara Cilavegna, dimostrata anche dalla fattiva collaborazione con le amministrazioni comunali succedutesi nell’ultimo mezzo secolo».
In ambito ecclesiastico, don Mario fu anche fu “difensore del vincolo” e, dal 1979 al 2005, “vicario giudiziale” del Tribunale ecclesiastico diocesano, vicario foraneo di Cassolnovo dal 1978 al 1984 e insegnante in seminario. Fu anche vice postulatore delle causa di beatificazioni di padre Francesco Pianzola e Teresio Olivelli. «Con don Mario – dice il mortarese monsignor Paolo Rizzi, postulatore della causa di Olivelli e del cilavegnese Nerino Cobianchi, ancora in corso – scompare un pezzo di storia ecclesiale non solo di Cilavegna, ma dell’intera diocesi: uno tra i parroci più preparati ricco di intuizioni pastorali attuate con quel rigore e quella generosità di cuore che gli erano proprie».
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I ragazzi dell’oratorio commentano commossi la scomparsa di don Mario: «Fu lui, alla fine degli anni Settanta, a costruire il nostro oratorio. Come diceva sempre, ciò gli era costato non solo economicamente, ma anche in salute. Ha dedicato l’intera esistenza a Cilavegna e ci ha insegnato tutto. Il dono più grande che ha lasciato nei nostri cuori è il suo amore. Ora il “prevo” è entrato in paradiso e siamo sicuri che non smetterà di pregare per noi». Lo scorso giugno don Mario aveva festeggiato i 60 anni di ordinazione sacerdotale: durante la messa, fu letto il messaggio del cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato vaticano, che riportava la benedizione apostolica di papa Francesco: «Il Santo Padre rivolge un pensiero a don Mario Tarantola e a Cilavegna, dove è stato amato parroco». «Chiedo scusa per gli errori e vi chiedo di starmi vicino: ho bisogno di voi», commentò don Tarantola».
Umberto De Agostino
