Piano anti-dispersione dal lavoro all’aggregazione per i giovani di Ivrea
IVREA. Persi, disorientati o addormentati dalla vita di provincia. A volte protagonisti di episodi di micro criminalità, nei casi più estremi di atti che possono ledere gli altri o se stessi. Ivrea, però, ha un piano per i suoi ragazzi, con un approccio a più livelli. La novità più importante è senza dubbio l’idea di partecipare a un bando di co-progettazione da 80mila euro insieme al Consorzio Inrete e agli enti del terzo settore che inoltreranno la loro candidatura. È rivolto a chi ha tra i 15 e i 34 anni, ma l’intenzione è di pensare a quella fascia d’età tra le scuole superiori e i giovani adulti. Le azioni prevedono l’inserimento nel tessuto sociale e lavorativo, lo sviluppo della partecipazione attiva alla vita sociale e politica dei propri territori, promozione di corretti stili di vita, l’avvicinamento costante e proficuo dei giovani al mondo dello sport e il coinvolgimento in interventi a difesa dell’ambiente naturale.
«Essendo un bando a cui partecipiamo con il Consorzio Inrete - spiega Patrizia dal Santo, vice sindaca con delega alle Politiche giovanili -, non prevederà azioni soltanto sulla città, ma su tutti i Comuni, di cui ci facciamo capofila. Naturalmente il progetto sarà sviluppato insieme agli enti del terzo settore, ma abbiamo già alcune idee. Anzitutto vorremo dare continuità alle azioni che abbiamo già promosso, continuando un altro anno con l’educativa di strada, il progetto che si prende cura di quella fascia critica di ragazzi in difficoltà, dispersi, che compiono gesti che vanno da piccoli atti di vandalismo e episodi di micro criminalità. L’idea è di agganciarli prima, di prevenire con l’attività educativa. Nei Comuni più piccoli si pensa anche a centri di aggregazione per promuovere la partecipazione e sicuramente di accompagnare quelle realtà dove c’è un gruppo di ragazzi già attivo. Poi, sarà molto importante il coinvolgimento delle associazioni sportive, perché crediamo che lo sport possa essere uno strumento di riscatto per i ragazzi».
Sono riprese nel 2023, invece, le attività dei centri di aggregazione dei quartieri di Bellavista e San Giovanni, che si occupano di intercettare la fascia d’età immediatamente precedente: quella 11-14 anni. Un momento sempre più cruciale dello sviluppo, la pre-adolescenza, in quartieri difficili della città. Il Comune ha già stanziato 11mila euro nel 2025 e si propone di investirne altrettanti nel 2026. A testimonianza del fatto che l’approccio scelto, funziona. «Al momento - spiega ancora Dal Santo - facciamo due pomeriggi alla settimana. C’è tutta una parte di sostegno e recupero scolastico per ragazzi che vengano segnalati dalla scuola o per cui viene richiesto supporto direttamente dalle famiglie. Alcuni sono migranti, ma non solo, tra questi molti brasiliani che magari hanno poca pratica con la lingua».
I centri di aggregazione, però, non sono soltanto un dopo scuola. «C’è parte laboratoriale - precisa Dal Santo -, di lavoro con il quartiere e le sue associazioni, di gite, di gioco, per promuovere abilità trasversali. Questi centri esistono da tempo a Ivrea, ma prima c’era un’offerta un po’ troppo generica per tutte le fasce d’età, che alla fine penalizzava tutti. Abbiamo capito che concentrarci su quella specifica fascia d’età, su quella fase critica dello sviluppo, comunque è una scelta che paga».
