Mostra della ceramica di Castellamonte, una storia antica che rinasce ed evolve
CASTELLAMONTE. Una storia antica che ogni anno ritorna e si fa moderna, tra innovazione di tecnologia, di stile, di modo di pensare e di essere. A raccontarla è la Mostra della ceramica di Castellamonte, giunta alla 64ª edizione: il taglio del nastro è previsto per sabato 23 agosto alle 16.30. La cerimonia comincia davanti a Palazzo Antonelli, di fronte all’Arco di Pomodoro, poi esposizioni, eventi collaterali e rassegne proseguiranno fino al 14 settembre, per tre settimane di appuntamenti con la bellezza e la cultura.
«La Mostra è il frutto di una sinergia di intenti – ha raccontato il primo cittadino Pasquale Mazza alla presentazione ufficiale della manifestazione –. Il Comune cura la regia dell’evento, che di anno in anno mantiene vivi i suoi fiori all’occhiello, come il concorso internazionale Ceramics in love o la mostra di fischietti in ceramica, e con gli sponsor, la Regione Piemonte, le associazioni e gli altri enti partner punta a fare sempre qualcosa di nuovo per l’arte e per la città. Al centro, come sempre, ci sono proprio gli artisti: in primis i ceramisti di Castellamonte, protagonisti indiscussi della Mostra, e quelli provenienti dal resto del mondo. Da 21 nazioni, da quattro continenti. L’essenza dell’arte ceramica trova casa a Castellamonte per tre settimane».
Come da alcuni anni a questa parte, la Mostra accoglie stile e tradizioni di un Paese ospite: dopo Romania, Marocco, Cina è la volta della Spagna. Così le usanze tipiche della nostra penisola, come la transumanza dell’opera Attraversamento meridiano esposta alla Rotonda Antonelliana, si sposano con quelle tipiche di località come Talavera de la Reina o El Puente del Arzobispo e riconosciute come Patrimonio culturale immateriale dell'umanità. La mostra vuole anche essere un omaggio di forte solidarietà per le tragiche vicende che hanno colpito le città spagnole, come i fuochi che si espandono in questa estate rovente, ma specialmente Valencia con l’alluvione dello scorso anno, città di provenienza di Amparo Almela Catalá, vincitrice del primo premio del concorso internazionale Ceramics in love 2024.
La Mostra della ceramica di Castellamonte resiste al passare del tempo ed evolve grazie a un’edificante collaborazione tra artigianato, mondo del lavoro e lungimiranza di artisti e amministratori: «È un modo diverso e bello di supportare il territorio e promuoverlo attraverso le sue eccellenze – ha commentato Claudia Porchietto, sottosegretaria alla Presidenza della Regione Piemonte –. È lavoro che porta altro lavoro forte di una cultura e di una storia millenaria. L’argilla si conferma un elemento importante per il territorio, una sorta di fil rouge tra passato ben radicato e innovazione che continua ad essere vivo e forte grazie al capitale umano».
Salassi, Romani, Longobardi, Franchi fino ad arrivare alle pignatte e alle tofeje e all’idea moderna del “camino alla Franklin”, tutti i popoli e le correnti artistiche e tecnologiche, in un modo o nell’altro, hanno lasciato una traccia a Castellamonte attraverso la lavorazione della ceramica. Quando sarà il momento, secondo il sindaco Mazza, Castellamonte sarà anche la tappa di partenza di una mostra nella capitale che racconterà un messaggio di territorio, di provincia, ma soprattutto di resilienza e costante crescita.
