Vacanze da incubo tra alghe tossiche e topi: l’odissea di due famiglie pavesi
PAVIA. Vacanze rovinate. Vacanze iniziate con il piglio giusto: ottimismo e allegria, con l’idea di passare qualche giorno tra escursioni e mare. Ma finite nel peggiore dei modi: tornando a casa. È accaduto a due famiglie pavesi, partite per destinazioni diverse e dopo aver prenotato con modalità diverse. Le accomuna una sorpresa sgradita trovata una volta arrivate sul posto e l’iniziativa di rivolgersi a un legale di Federconsumatori, di cui è presidente Cristiano Maccabruni. Del caso si occupa l’avvocato Katia Covini, che si sta muovendo per ottenere un risarcimento che comprenda appunto anche il danno da vacanza rovinata.
Ai Caraibi con le alghe
Nel primo caso, a farne le spese è stata una famiglia di quattro persone: padre, madre e due figli adolescenti. Che avevano prenotato un soggiorno di 20 giorni in Messico tra luglio e agosto: il pacchetto, del costo di 12.500 euro, comprendeva una decina di giorni dedicati alle escursioni e il resto del soggiorno da trascorrere su una spiaggia caraibica, a Tulum. Ma c’era un ostacolo che i quattro non conoscevano: il “passaggio” al mare avveniva proprio mentre sulle spiagge si moltiplicava il Sargasso, alga tossica che prolifera tra marzo e ottobre soprattutto ai Caraibi, nel Golfo del Messico. Risultato: quando la famiglia pavese è arrivata a destinazione si è trovata di fronte a ruspe intente a rimuovere tonnellate di alghe maleodoranti e ad ammassarle, alghe che sarebbero state trasportate via camion. In pratica, i quattro il bagno non l’hanno mai fatto, e nemmeno sono riusciti a prendere il sole. A loro non è rimasto altro che tornare a Pavia e presentarsi da Federconsumatori. «Il tour operator doveva conoscere e far presente il problema», sottolinea Covini.
L’appartamento dei topi
Non è andata meglio ad altre quattro turiste pavesi: due sorelle, la figlia di una di queste e un’amica, che hanno deciso di trascorrere una settimana a Parigi. Utilizzando Booking hanno prenotato un appartamento nella Ville lumiére. Costo: 770 euro. Tutto sembrava essere andato per il meglio, almeno fino a quando sono arrivate sul posto. «Già nell’androne abbiamo notato una cosa sospetta: sulle scale che portavano all’appartamento erano state piazzate delle trappole per topi - hanno raccontato –. Ciò nonostante abbiamo cercato di non farci influenzare e siamo andate oltre. Ma una volta in casa abbiamo avuto la conferma che le trappole non erano a scopo prudenziale».
Le trappole erano state messe anche in casa, e le turiste poco dopo si sarebbero rese conto del fatto che i topi c’erano eccome. «Ne abbiamo visto uno spostarsi all’interno dei locali – hanno spiegato all’avvocato di Federconsumatori –. A quel punto abbiamo chiamato Booking facendo presente il problema, e ci siamo sentite dire che avremmo dovuto parlare con il proprietario dell’appartamento. Cosa che abbiamo fatto, ma questi ha risposto che i topi non c’erano e che gli escrementi che vedevamo, in realtà erano semi di anguria». E ha aggiunto che avrebbe mandato la signora delle pulizie. Tuttavia, ritenendo che fare le pulizie non sarebbe bastato visto che i topi c’erano, le quattro turiste pavesi hanno salutato Parigi e se ne sono tornate a casa
