Una frana incombe su Mazzè Formia: «Stiamo monitorando»
MAZZE’. Resta un sorvegliato speciale il movimento franoso in località Rocca di Mazzè, (nel versante collinare che degrada verso la Dora Baltea a nord del castello),controllato da quattro inclinometri collocati nel 2021.
La situazione si è aggravata dopo le intense precipitazioni dello scorso aprile ed ha spinto il Comune al posizionamento di altri strumenti per il monitoraggio a tutela dei residenti a monte delle opere di contenimento.
«Un monitoraggio – sottolinea il sindaco Marco Formia – indispensabile anche per valutare la necessità di ulteriori interventi di consolidamento».
Il Comune, investendo 11.200 euro l’anno per 4 anni, ha quindi affidato alla ditta Asgeo l’esecuzione di indagini geofisiche per la verifica e individuazione della trave di collegamento dei pali esistenti; per installazione del sistema di monitoraggio composto da tre inclinometri biassiali completi di sistema di scansione oraria delle misure.
La ditta posizionerà inoltre tre capisaldi di monitoraggio sulla trave di collegamento, con caposaldo esterno di riferimento, proseguirà i monitoraggi, che dovranno essere riportati in report bimestrali. Scontata la segnalazione immediata in caso di spostamenti significativi.
Il primo allarme con lo studio geologico affidato al geologo Pier Carlo Bocca, l’avvio dei monitoraggi e le prime opere di consolidamento era scattato con l’alluvione del 1994. Lo studio definisce la frana come attiva con un movimento franoso di pietrisco e terra che potrebbe innescarsi a causa di piogge intense che penetrano in profondità. Anche il gruppo di minoranza consiliare ha chiesto un approfondimento attraverso un'interrogazione.
Dopo la terribile alluvione del 1994, che mise in ginocchio il Canavese, nella zona erano stati effettuati interventi strutturali di consolidamento finalizzati alla minimizzazione del rischio a protezione di una serie di abitazioni private consistenti in paratie di micropali a protezione del ciglio della scarpata ed interventi di riassetto con protezione antierosiva. L’esteso versante collinare sotteso alla Dora Baltea, che dalla Cima Bicocca si estende verso sud interessando la località Rocca di Mazzè, piazza Camino e Prola e parte degli edifici situati più a nord è interessato da processi gravitativi connessi al naturale arretramento del ciglio della scarpata.
L’indagine geomorfologica e geologico-tecnica aveva evidenziato una situazione di notevole degrado idrogeologico; sono presenti settori sottoposti ad attività di erosione accelerata da parte delle acque piovane e accumuli franosi alla base del pendio, a testimonianza di frequenti e diffusi fenomeni di franamento della sommità del rilievo.
In particolare l’area del Castello è sottoposta a processi di evoluzione morfodinamica di versante tali da dover ricorrere a interventi di sistemazione e consolidamento delle strutture di fondazione effettuati invece dai proprietari.
