Ad Azeglio, San Giorgio e Caluso i premi per il Grappolo d’oro
La 58ª edizione del concorso enologico Grappolo d’oro, riservato ai migliori produttori di Erbaluce di Caluso nelle tipologie Fermo, Spumante e Passito, ha visto salire sugli allori nella mattinata di ieri, domenica 21 settembre a palazzo Ubertini, la società agricola castello di Azeglio, per l’Erbaluce fermo, presente con l’amministratore delegato Giulio Monti, l’azienda agricola Cieck di San Giorgio Canavese, con la titolare Lia Falconieri premiata per lo Spumante metodo classico e Bruno Giacometto di Caluso per il Passito, già detentori di numerosi “grappoli”, conquistati nell’arco di questi ultimi anni. I vini in concorso erano 35, espressione di 20 produttori.
«Una numerosa presenza – ha sottolineato Corrado Scapino, presidente dell’Enoteca regionale dei vini della provincia di Torino, curatrice del concorso - che conferma la valenza del Grappolo d’oro».
Siamo infatti in piena vendemmia, eppure i produttori non sono mancati all’esame della giuria tecnica, presieduta da Vittorino Novello professore ordinario del Dipartimento di scienze agrarie forestali ed ambientali dell’Università di Torino, e composta dal professor Luca Rolle, dall’enologo Maurizio Forgia, dal sommelier Mauro Carosso e dalla giornalista di settore Paola Genta. I vini premiati verranno poi esposti per un anno nell’Enoteca.
Al momento della sua istituzione il “Grappolo d’oro” ’era stato esteso alla partecipazione di tutti i vini della provincia di Torino, sia rossi che bianchi. Poi si era optato per una selezione mirata alla valorizzazione dell’Erbaluce, vitigno autoctono, premiato nel 2023 dalla Regione Piemonte. I vini, tutti, sono poi stati protagonisti degli abbinamenti gastronomici di “DivinoCanavese ci prende gusto”: la rassegna dei produttori vitivinicoli associati al Consorzio di tutela vini docg Caluso e doc Carema e Canavese, autentico momento di promozione dei vini e dei cibi Canavesani, che si è svolta dalla mattinata di ieri, domenica 21 nel parco Spurgazzi legata a degustazioni di piatti e prodotti delle eccellenze canavesane. Per accedere all’area delle degustazioni si pagava un ticket di 3 euro, mentre il costo variava a seconda degli abbinamenti scelti.
Tra i più richiesti gli abbinamenti con il risotto all’Erbaluce preparato dagli studenti dell’indirizzo alberghiero dell’istituto Carlo Ubertini di Caluso, il vitello tonnato della tradizione, nel menù del balmetto Mercando, il coregone in leggero carpione del ristorante Cantun di Candia Canavese, abbinato al Canavese rosato, i nocciolini di Chivasso ideali con il al Passito di Caluso. Ma sul fronte della promozione vinicola hanno fatto la loro parte anche le veje piole, allestite nel quadrilatero del gusto dai rioni e dalle frazioni: menu semplici, ma abbinamenti con i produttori di Erbaluce che ci “mettono la faccia”, secondo uno slogan coniato dalla pro loco di qualche anno fa. Alcuni di loro poi erano presenti nelle piole per raccontare storie di vino al pubblico. Gli stand hanno offerto al pubblico un intrattenimento musicale capace di creare un atmosfera ancora più allegra, valorizzando inoltre band del territorio.l.m.
