Fisco e imprese, lo studio Cna: «A Pavia il prelievo è al 53%»
Pavia. Il prelievo fiscale e contributivo sulle piccole imprese pesa per il 53% a Pavia, che così risulta il secondo capoluogo lombardo con la più elevata quota di tassazione. A dirlo è l’Osservatorio fiscale della Cna.
L’indagine - spiega la Confederazione dell’artigianato e della piccola e media industria - prende come riferimento una ditta tipo individuale che dispone di un laboratorio artigiano di 350 mq e di un negozio di proprietà di 175 mq destinato alla vendita, entrambi con valori immobiliari pari a 500mila euro in ciascun comune, un’attività che riesce a produrre ricavi di 431 mila euro, un reddito d’impresa di 50mila, con un costo del personale di 165mila euro (4 operai e un impiegato), un costo del venduto di 160mila e altri costi e ammortamenti per 56mila euro.
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Il peso fiscale è determinato in prevalenza dalla tassazione nazionale (intesa come Irpef e contributi previdenziali), ma le differenze tra i vari territori derivano soprattutto dalle addizionali comunali e regionali e dai tributi locali sugli immobili e sui rifiuti (soprattutto Imu).
Sono oltre venticinquemila le ditte individuali in provincia
Il 57% delle imprese della provincia di Pavia sono ditte individuali, ovvero la tipologia di piccola azienda considerata dall’indagine dell’Osservatorio fiscale della Cna sul prelievo fiscale. La forma più elementare di impresa è diffusa soprattutto nell’ambito dell’artigianato (10.697 su un totale di 13.117, pari all’81,6%), e nel commercio al dettaglio (3.106 su 4.631, il 67%). Nel complesso in base agli ultimi dati relativi al secondo trimestre di quest’anno il numero di imprese registrate è di 44.727, con un incremento rispetto 44.471 dello stesso periodo del 2024. Un aumento trainato dal settore dei servizi e in seconda battuta da costruzioni e commercio. Solo in piccola misura dall’agricoltura, mentre è sostanzialmente stabile l’industria. Quanto ai valori assoluti, il settore prevalente è quello del commercio (quasi il 22% del totale), seguito da quello delle costruzioni (19%) e dall’agricoltura (12,5%).
La classifica lombarda
Se nel 2024 la pressione fiscale sulle imprese individuali ha fatto segnare un lieve calo, passando dal 52,8% al 52,3%, secondo l’indagine della Cna che ha preso in considerazione 114 comuni italiani soltanto dieci hanno registrato un “total tax rate” (ovvero l’insieme della pressione fiscale) inferiore al 50%.
In Lombardia l’unico comune al di sotto di questa soglia è Sondrio con il 49,8% (che guadagna così l’ottavo posto a livello nazionale). Poco sopra il 50% c’è Milano (sedicesima in Italia con un total tax rate appena superiore, del 50,5%), che precede Brescia (50,9%). A seguire troviamo Bergamo, con un livello di tassazione pari a 51,3%, poi Lodi (51,3%), Monza (52%), Como (52,1%), Lecco (52,5%), Varese (52,5%), Mantova (52,8%) e quindi Pavia che con il 53% di tassazione complessiva è a livello nazionale in 82ª posizione. Chiude Cremona con il 55,7%.
Tax freedom day
Tra l’altro l’analisi dell’Osservatorio evidenzia che «i livelli di imposizione risultano più alti nelle province dove l’efficienza amministrativa e la qualità dei servizi offerti a cittadini e imprese sono generalmente inferiori – sottolinea la Cna – in linea generale, il carico fiscale risulta meno gravoso al Nord rispetto al Mezzogiorno».
Non a caso Bolzano si conferma il territorio con il livello di tassazione meno pesante fra tutti i comuni considerati dall’Osservatorio della Cna (46,3%), mentre in fondo alla classifica c’è Agrigento, con una pressione complessiva che raggiunge il 57,4%.
Per effetto delle differenti pressioni fiscali a livello locale (l’Osservatorio fiscale della Cna si chiama “Comune che vai fisco che trovi”) il cosiddetto “Tax freedom day”, vale a dire il giorno dell’anno nel quale idealmente si finisce di lavorare per pagare le tasse, cade in date differenti.
Se in media in Italia - dice la Cna - le imprese italiane nel 2024 hanno lavorato per il fisco fino al 9 luglio (due giorni in meno rispetto all’anno precedente), a Sondrio il tax freedom day arriva il 30 giugno e a Milano il 3 luglio, mentre a Pavia bisogna aspettare fino al 12 luglio.
Il presidente Castellin: «Paghiamo un prezzo troppo alto»
«L’Osservatorio sul fisco di Cna Nazionale è uno strumento decisivo per monitorare l’andamento del Total tax rate città per città, territorio per territorio – commenta Luciano Castellin, presidente Cna Pavia – per noi piccolissimi, piccoli e medi imprenditori è discriminante lavorare fino al 12 luglio per un socio chiamato Stato. Più questo socio è virtuoso, efficiente, prudente, capace, più noi possiamo contare su un carico fiscale sostenibile e fare al meglio il nostro lavoro. Cogliamo un leggero miglioramento, ma molta strada è ancora da fare».
Aggiunge Castellin: «Ciò che emerge è che più la pubblica amministrazione funziona, meno forte è il carico fiscale per i contribuenti. E non è casuale. Il nostro territorio continua a pagare un prezzo troppo alto in termini di pressione fiscale. È evidente che serve un alleggerimento, non solo per restituire ossigeno agli imprenditori ma anche per sostenere investimenti, lavoro e innovazione. Pavia non può permettersi di restare così indietro rispetto ad altri territori».
