Ascari preside al “Depretis” «Scuola aperta al territorio»
STRADELLA
Aperta al territorio e alle sue tradizioni, costantemente in rete con le istituzioni per cercare di prevenire e risolvere le situazioni di disagio giovanile, come quelle che sta vivendo il territorio stradellino. Ma anche attenta ai temi della disabilità e dell’inclusione.
l’esperienza di pavia
È questa la scuola che immagina la preside Marina Ascari, che dal primo settembre scorso ha lasciato il comprensivo Angelini di Pavia per prendere il posto di Laura Pavesi alla guida dell’istituto comprensivo “Depretis” di Stradella. La scuola conta circa 1.350 alunni (quest’anno è partita una classe prima in più alle medie), distribuiti nei plessi di Stradella (materna, elementari e medie), Portalbera (materna ed elementari) e Arena Po (materna ed elementari).
«È un istituto territoriale simile a quello che avevo io a Pavia - sottolinea la dirigente scolastica -. Punto molto sulla collaborazione con gli altri enti per un orientamento sulle attività legate al territorio. Penso ad esempio alla tradizione vitivinicola dell’Oltrepo: i più piccoli sono già stati in vendemmia, ma bisogna coinvolgere anche i ragazzi più grandi, in collaborazione con le altre scuole». Sul fronte delle tradizioni locali, si porterà avanti il discorso della fisarmonica. Senza dimenticare l’attenzione ai temi della disabilità e dell’assistenza scolastica per questi alunni.
il tema bullismo
La preside è arrivata a Stradella proprio nei giorni in cui imperversava la vicenda delle aggressioni in città da parte di un gruppo di ragazzini. Un tema che diventa una riflessione sul ruolo della scuola nell’educazione dei ragazzi.
«All’inizio dell’anno scolastico sono passata nelle classi per ricordare che la scuola è una comunità fondata sull’educazione e sul rispetto reciproco - evidenzia Ascari -. Da parte nostra ci sarà grande attenzione e ho già contattato i carabinieri per organizzare progetti a scuola per la legalità, il bullismo e il cyerbullismo. Quello che fa riflettere è che, molto spesso, non ci sia una causa scatenante di questi episodi e di questi comportamenti, ma che vengano visti solamente come un passatempo». —
oliviero maggi
