Inrete e Ivrea scrivono all’assessore Marrone: «Basta con i click day Aiuti a chi ha bisogno»
IVREA. Click day con 10 milioni distribuiti alle 10mila famiglie più veloci in meno di mezz’ora alla mezzanotte di un venerdì sera? Il Consorzio Inrete, l’assessorato alle Politiche sociali del Comune di Ivrea, e una serie di associazioni e cooperative che collaborano con lo Sportello Eporedia local point (Elp) scrivono all’assessore regionale alle Politiche sociali Maurizio Marrone. Parliamo del Buono Vesta, un voucher introdotto dalla Regione Piemonte per sostenere le spese delle famiglie con figli di età compresa tra 0 e 6 anni. Uno spettro ampio di famiglie, con Isee fino a 40mila, previsto nella modalità del rimborso spese.
Elp è ospitato all’interno dello Zac ed è coordinato da Vanessa Vidano, consigliera comunale di Viviamo Ivrea, si occupa di fornire alle persone a basso reddito, tutta una serie di servizi: dalla ricerca di lavoro al disbrigo di pratiche burocratiche. La sera del 20 settembre Elp è voluto rimanere accanto ai suoi utenti più fragili, che non avrebbero avuto possibilità di richiedere il bonus, con un’apertura a mezzanotte, in coincidenza con la possibilità di prendere il bonus. Tutti collegati contemporanemente, solo 3 persone su 26 con modalità assolutamente casuali, sono riuscite a prendere il buono. «Per tali ragioni - si legge nella lettera - chiediamo alla Regione Piemonte: che venga abbandonata la modalità del click day per l’assegnazione di contributi sociali; che vengano predisposti sistemi di accesso basati su criteri reali e oggettivi (Isee, composizione e condizioni del nucleo familiare, urgenze specifiche), in grado di garantire una distribuzione equa ed efficace delle risorse; che sia rafforzata la comunicazione capillare e inclusiva degli strumenti di sostegno, così da permettere a tutte le famiglie interessate di avere piena consapevolezza delle possibilità di accesso; che le risorse siano indirizzate con maggiore incisività alle famiglie realmente in difficoltà economica, evitando meccanismi competitivi che esasperano il divario tra chi ha più strumenti e chi ne ha meno».
Insomma, non è stata certo la Regione Piemonte a inventare la modalità escludente del click day, che negli ultimi 10 anni è stata utilizzata per numerosi bonus e voucher, anche di livello nazionale. La lettera però chiede di ripensare questo modello.
«Sarebbe inoltre opportuno ridefinire la soglia Isee - scrivono -, concentrando le risorse in particolare sulle famiglie con redditi più bassi, così da garantire che i fondi pubblici vadano effettivamente a chi ha maggior bisogno. Confidiamo che questa riflessione possa portare a una revisione concreta delle modalità di distribuzione dei contributi sociali futuri, affinché la Regione Piemonte svolga appieno il ruolo di garante di politiche inclusive, stabili e strutturali a sostegno della genitorialità e dell’infanzia. Restiamo a disposizione per un confronto diretto, portando la nostra esperienza sul campo e la voce delle famiglie che seguiamo quotidianamente».
