Fiammate dalla raffineria: «Procedura di sicurezza per carenza di corrente»
SANNAZZARO. Momenti di apprensione nella giornata di martedì tra i residenti di Sannazzaro e Ferrera Erbognone, dove diverse persone hanno segnalato la presenza di alte fiammate e fumo nero provenienti dalle torri della raffineria Eni. Le chiamate ai vigili del fuoco si sono moltiplicate nel giro di pochi minuti, temendo un incendio o un’anomalia all’interno del complesso industriale.
La ricostruzione
Sul posto sono intervenute le squadre dei pompieri, ma l’allarme è rientrato in breve tempo. L’intervento è stato infatti subito chiuso dopo le prime verifiche: non si trattava di un incidente, bensì di sfiammate controllate, un fenomeno ben conosciuto e gestito dagli operatori della raffineria.
Secondo quanto comunicato da Eni, le fiamme visibili erano la conseguenza di una temporanea mancanza di energia elettrica proveniente da Enipower, la centrale che alimenta la raffineria. Il guasto, di breve durata, ha reso necessario l’attivarsi automatico del “sistema torcia”, un meccanismo di sicurezza fondamentale che consente di bruciare in modo controllato i gas di processo.
Le cosiddette “sfiammate” hanno lo scopo di evitare la dispersione in atmosfera di sostanze non trattate, convogliandole verso la combustione. Si tratta di una misura prevista in tutti gli impianti di raffinazione, che garantisce la tutela dell’ambiente e dell’incolumità degli operatori. Dalla sede centrale di Eni è arrivata la conferma che non si sono registrati aumenti delle emissioni e che l’episodio rientra nelle procedure di sicurezza. Dopo il ripristino dell’alimentazione elettrica, le torce si sono progressivamente spente e l’attività della raffineria è tornata alla piena regolarità.
