Scioperi, i pendolari: «Trenord non rispetta le fasce di garanzia»
Come coniugare il diritto dei lavoratori di scioperare con le fasce di garanzia previste dallo Stato nel servizio dei trasporti è sempre stata un’impresa ardua. Di recente, secondo i pendolari, la situazione è peggiorata. Al punto che le varie associazioni e comitati dei viaggiatori (tra cui la Mi.Mo.Al. che coinvolge i pendolari della ferrovia Milano-Mortara-Alessandria) e i loro rappresentati alla conferenza regionale del trasporto locale (tra cui il mortarese Franco Aggio) hanno deciso di protestare. «Purtroppo anche in questa occasione, come in altri scioperi precedenti, l'impresa Trenord non è stata in grado di rispettare le fasce di garanzia mattutine (dalle 6 alle 9) e pomeridiane (dalle 18 alle 21), inanellando soppressioni di corse inizialmente garantite lasciando a piedi, di conseguenza, i suoi clienti – si legge nel comunicato -. Il ripetuto non rispetto delle fasce di garanzia insinua il dubbio che l'impresa sia attanagliata da grossi problemi organizzativi e gestionali che purtroppo i viaggiatori constatano non solo in queste occasioni ma quotidianamente con ritardi, cancellazioni e mancata informazione». Tra le tratte coinvolte da questi problemi non manca quella che taglia in diagonale la Lomellina. La protesta dei viaggiatori si augura che ci sia una sorta di inchiesta interna: «Ci appelliamo a Regione Lombardia, Art (Autorità di regolazione dei trasporti) e commissione Garanzia Sciopero affinché, ognuno per le proprie competenze e responsabilità, avviino da subito attività conoscitive sulla perdurante non osservanza delle fasce di garanzia e adottino (se necessari) i relativi provvedimenti dandone evidenza pubblica». Il problema è complesso da affrontare: in teoria, Trenord dovrebbe avere personale sufficiente per guidare e scortare i singoli convogli delle fasce di garanzia; basta però che ci sia una defezione per creare un effetto a catena che inevitabilmente finisce con prediligere i collegamenti della zona di Milano e le linee del passante e solo dopo, se possibile, quelle periferiche come quelle che dal capoluogo lombardo arrivano in Lomellina. Il rischio di una guerra tra lavoratori (ferroviari) e lavoratori (pendolari) è sempre in agguato. oliviero dellerba
