Shein, entro mercoledì la scelta tra buonuscita o ricollocamento
stradella
Ora che è stato raggiunto l’accordo sui 311 licenziamenti alla logistica Shein, che chiuderà a fine anno, ora si apre la partita delle ricollocazioni per i lavoratori che sceglieranno di trasferirsi negli altri stabilimenti del gruppo Fiege tra Lombardia, Emilia Romagna e Piemonte.
Oltre alla trattativa sulla buonuscita, infatti, l’obiettivo dei sindacati è stato fino all’ultimo quello di salvaguardare anche gli eventuali posti di lavoro disponibili sia tra le ricollocazioni che con una graduatoria per le assunzioni di un eventuale nuovo cliente interessato a subentrare nel magazzino di Stradella.
i trasferimenti
Nell’accordo sono previste 170 ricollocazione, di cui una sessantina tra Stradella (Zooplus) e Castel San Giovanni (Sephora), mentre la maggior parte negli stabilimenti più lontani di Novara e Bologna. Per chi deciderà di andare lì, al momento i numeri sono bassi, è previsto un ulteriore indennizzo di 6mila euro per le spese di affitto di una casa.
I sindacati hanno chiesto garanzie anche per chi, pur avendo fatto richiesta per la riallocazione in uno degli stabilimenti, dovesse rimanere fuori perchè i posti disponibili sono già occupati. In questo caso soprattutto chi sceglierà i magazzini di Stradella e Castel San Giovanni, i più appetibili per la vicinanza.
Entro mercoledì i lavoratori dovranno scegliere tra buonuscita o trasferimento, mentre chi non opterà per nessuna delle due proposte entrerà in una graduatoria, valida fino al 31 maggio 2026, con la possibilità di essere assunto dal nuovo cliente.
Per questo, dopo la firma, i sindacati continueranno a seguire passo passo i lavoratori sia nelle singole conciliazioni con l’azienda che nei trasferimenti, «per garantire loro una transizione verso una nuova occupazione stabile e di qualità»
preoccupato il sindaco
La firma dell’accordo non soddisfa in pieno il sindaco di Stradella, Gianpiero Bellinzona: «Parliamo pur sempre di una procedura di licenziamento collettivo, anche se ci sono stati miglioramenti rispetto alla fase iniziale - sottolinea -. Non dimentichiamoci che delle 170 ricollocazioni, un centinaio sono lontane da qui e che, oltre ai 311 lavoratori a tempo indeterminato, c’erano 150 contratti a termine che non sono stati rinnovati. Si rischiano ricadute sociali pesanti sul territorio, perchè la buonuscita è solo un sostegno temporaneo per aiutare i lavoratori a trovare un nuovo impiego».
L’amministrazione comunale di Stradella (dove risiedono circa la metà dei lavoratori licenziati) continuerà l’impegno nei contatti con la proprietà degli immobili e nel mettere in campo strumenti di sostegno sociale per i lavoratori. «Valuteremo altre opportunità sul territorio per favorire la ricollocazione di queste persone - conclude il primo cittadino -, cercando di offrire soluzioni più vicine alla loro residenza attuale. Si tratta di famiglie che sono insediate a Stradella da anni, che hanno investito qui il loro futuro e che hanno bambini che frequentano le nostre scuole, quindi non è possibile sradicarle così da questa realtà». —
oliviero maggi
