I ladri entrano nella casa dell’ex parroco, la badante li fa scappare
P.p.morone. Entrano nella casa dell'ex parroco per rubare, ma vengono sorpresi dalla badante e fuggono. Non, prima, però, di aver preso un cellulare e le chiavi dell'auto del prete per poter fuggire. La brutta avventura per don Mansueto Fasani, lo storico parroco di Pieve Porto Morone in pensione da qualche anno, si è verificata sabato mattina nella casa parrocchiale dove ancora vive il sacerdote insieme a Monica, la 59enne che lo assiste.
l’intrusione
Verso le 8 del mattino due individui con il cappuccio calato sul volto si sono introdotti nell'abitazione di don Fasani, approfittando anche del fatto che la porta d'ingresso era aperta. «Ma io non mi sono accorto di nulla, a dire la verità, perchè mi trovato in un'altra stanza» racconta l'ex parroco. Evidentemente i malviventi erano entrati dall’oratorio, forse alla ricerca di qualche facile bottino in parrocchia. Ma a quell’ora l’unica cosa che hanno trovato aperta è stata la porta dell’abitazione dell’ex parroco che dà sul cortile. Che, come lui stesso ammette, non si è accorto subito dell’intrusione perchè si trovava in un’altra stanza. Chi invece ha visto cosa stava succedendo è la signora che aiuta il religioso nelle faccende domestiche. «Ho visto come un'ombra in casa _ ricorda al donna _ e quando ho diretto lo sguardo in quella direzione, mi sono accorta che si trattava di un uomo». Ma il ladro non era solo. Poco più dietro, c'era anche un complice. L'assistente di don Mansueto non si è fatta però intimorire. La sua reazione ha così messo in fuga i ladri. «Avevano il cappuccio calato sul volto, ma li ho sentiti parlare – prosegue la donna –. E parlavano in italiano». Forse, aggiunge, erano sotto l’effetto di sostanze stupefacenti o alcol. Prima di scappare i due sono riusciti a portarsi via il cellulare della collaboratrice di don Mansueto, oltre alle chiavi dell’auto del sacerdote, una vecchia Fiat Punto con cui sono riusciti a fuggire. L’auto è stata poi abbandonata nella zona di Broni. «Ringrazio i carabinieri che sono intervenuti subito – conclude la signora –. Per fortuna ce la siamo cavata solo con un grosso spavento». Sull’episodio ora stanno indagando i carabinieri di Chignolo.
