Caluso, petizione anti cattivi odori ma l’azienda rispetta tutte le regole
Caluso
Il vento del nord da località Crava, ai confini tra la frazione Barengo di Mazzè e Caluso, spira verso la popolosa zona di viale Europa e via Mazzè portando spesso un odore nauseabondo che rende l’aria irrespirabile. Il cattivo odore, secondo un comitato di cittadini che dall’anno scorso ha sollevato il problema, passando poi ad una petizione portata sul tavolo della sindaca Maria Rosa Cena, avrebbe origine dall’azienda Valore Piemonte che da molti anni si occupa della raccolta, e del successivo smistamento ad altre ditte, delle carcasse di animali, dei residui di olii vegetali e del cibo avanzato dalla grossa distribuzione. Per la precisione si tratta di un deposito di transito: il secondo impianto per grandezza tra Piemonte e Valle d’Aosta. Tuttavia le contestazioni, oggetto di un delicato iter di analisi e rilevazioni in corso da un anno da parte degli enti preposti, al momento non sono confermate.
«La provenienza degli odori non è certa, – spiega l’avvocato Pio Coda di Ivrea che assiste l’azienda – mentre il titolare segue in modo corretto le indicazioni che gli vengono impartite dagli enti preposti (Arpa ed Asl), ma non tratta lavanda e olii profumati». Valore Piemonte, come accertato dalla polizia locale di Caluso, che coordina l’iter dei controlli, è in possesso di tutti i permessi concessi per questo tipo di lavorazione dalla Regione Piemonte e dal servizio veterinario che si basano su una regolamentazione europea. Anche i mezzi per il trasporto di carcasse e altri resti di proprietà dell’azienda sono stati controllati: si tratta di camion speciali che evitano la perdita di materiale organico. Diversi sopralluoghi effettuati dagli agenti della polizia locale avevano accertato il rispetto delle regole controllando in diverse occasioni anche il traffico dei mezzi. «Il problema del cattivo odore percepito dai residenti – sostiene il titolare Marco Ferrarese – potrebbe quindi derivare da altre situazioni, esistenti nella zona, che non sono state materia di controlli».
Agli accertamenti dei vigili urbani era seguito lo scorso 25 settembre la convocazione di un tavolo tecnico preliminare in Comune con i rappresentanti di tutti gli enti competenti in materia, a cominciare da Arpa Piemonte. Che aveva disposto l’attuazione della procedura prevista, con l’obiettivo di capire se la persistenza dell’odore rientra nei limiti di legge. Se il valore sarà superiore l’azienda dovrà provvedere ad adottare delle modifiche agli impianti. Una procedura che prevede la compilazione di un questionario di monitoraggio da parte di un gruppo di residenti (sono una decina), e poi l’installazione di un sensore per valutare l’influenza delle condizioni metereologiche.
Il medesimo iter che è stato adottato di recente per valutare un’altra puzza: quella che in una fascia di territorio compresa tra San Giusto e San Giorgio Canavese sarebbe provocata da tre grandi allevamenti avicoli. L’azienda Valore Piemonte srl è attiva dal 2005 si occupa principalmente di servizi per imprese, in particolare del recupero di rifiuti di macellazione, garantendo il rispetto delle normative ambientali. «Ritengo che nei miei confronti si sia proceduto in modo aggressivo - si sfoga il titolare -: la mia è un’azienda seria che lavora per grandi clienti. Ho tutte le autorizzazioni e abito a Caluso. Da quando è emerso il problema a volte la notte non riesco a dormire: prendo l’auto, abbasso i finestrini, per sentire se davvero c’è la puzza. Ma non l’ho mai avvertita». Intanto i questionari vanno consegnati entro il prossimo 30 ottobre.
