Si torna all’ora solare: lancette indietro di un’ora
Milano. Nella notte tra sabato 25 e domenica 26 ottobre le lancette dell'orologio si spostano un'ora indietro quando segneranno le 3 del mattino, segnando il passaggio dall'ora legale a quella solare: si dorme un’ora in più., si lascia l’ora legale, pensata per sfruttare al meglio la luce nei mesi estivi, per tornare all’ora solare (quella "naturale").
Nel 2018 la Commissione europea abbia presentato una proposta per abolire i cambi semestrali dell'ora e l'Eurocamera abbia approvato la misura nel marzo del 2019, a Bruxelles non si è mai arrivati a una decisione definitiva e dunque è rimasto in vigore il sistema attuale. A risollevare il dibattito è stato lunedì il premier spagnolo Pedro Sanchez, che in un video pubblicato su X ha annunciato che Madrid avrebbe chiesto in Ue di abolire il cambio orario.
«Cambiare l'ora due volte all'anno non ha più senso. Aiuta a malapena a risparmiare energia e ha un impatto negativo sulla salute e sulla vita delle persone», ha affermato il leader socialista. La Spagna ha avanzato la proposta nell'ambito del Consiglio Ue dell'Energia. Il seguente passo, spiegano da Madrid, sarà aprire il dibattito nel gruppo di lavoro e successivamente procedere con la votazione. Per essere approvato in Consiglio basterà la maggioranza qualificata, anche se è probabile che si cercherà di raggiungere l'unanimità. La proposta ha ricevuto il sostegno della vicepresidente esecutiva della Commissione Ue per una Transizione pulita, giusta e competitiva, Teresa Ribera. Al momento l'Italia non si è sbilanciata, con il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani che ha detto di non essere nè favorevole, nè contrario.
Le conseguenze sulla salute
Meglio l'ora legale o l'ora solare? La prima stata introdotta con l'intento di ridurre i consumi energetici e migliorare l'utilizzo della luce naturale. Negli ultimi anni, tuttavia, il dibattito si è spostato sempre più sugli effetti che questo cambiamento può avere sulla salute delle persone, in particolare sul sonno e sulla vigilanza diurna. Una revisione sistematica, cioè un'analisi che raccoglie e valuta in maniera critica tutti gli studi disponibili su un determinato argomento, pubblicata sulla rivista 'Sleep Medicine Reviews', ha cercato di fare chiarezza. Il lavoro è stato guidato dal Centro di medicina del sonno dell'Irccs Neuromed di Pozzilli (Isernia), in collaborazione con università di Pavia, Fondazione Mondino, Consiglio nazionale delle ricerche, università UniNettuno e università di Genova.
I ricercatori hanno esaminato 27 studi condotti in diversi Paesi, mettendo in luce un quadro articolato. "Le conseguenze del passaggio primaverile all'ora legale appaiono più nette: riduzione della durata del sonno, maggiore frammentazione e incremento della sonnolenza diurna - evidenziano i ricercatori - Effetti che risultano particolarmente marcati negli individui con cronotipo serale, i cosiddetti 'gufi', che tendono a coricarsi tardi e a soffrire di più lo spostamento dell'orologio sociale. Al contrario, il ritorno all'ora solare in autunno sembra avere conseguenze più contenute e talvolta persino favorevoli, con un temporaneo aumento delle ore di sonno". "La nostra revisione - afferma Andrea Romigi, neurologo del Neuromed - mostra come i cambi stagionali dell'orologio incidano sulla qualità del riposo, soprattutto in primavera. Si tratta di effetti in genere transitori, ma che, se ripetuti ogni anno, possono contribuire a un disallineamento tra i ritmi biologici e quelli sociali. Capire questi meccanismi è essenziale per orientare politiche sanitarie e sociali più rispettose della fisiologia del sonno".
Il risparmio energetico
Secondo i dati di Terna, la società che gestisce la rete di trasmissione nazionale guidata da Giuseppina Di Foggia, nei sette mesi di ora legale il sistema elettrico italiano ha beneficiato di minori consumi di energia per 310 milioni di kWh, pari al valore di fabbisogno medio annuo di circa 120 mila famiglie. Il dato si traduce in un risparmio economico di oltre 90 milioni di euro. I benefici dell'ora legale riguardano anche l'ambiente: il minor consumo elettrico ha infatti consentito di evitare emissioni di CO2 in atmosfera per circa 145 mila tonnellate. Nel 2025, considerando il periodo di ora legale da domenica 30 marzo a domenica 26 ottobre, giorno in cui tornerà l'ora solare, il costo del kilowattora medio per il 'cliente domestico tipo in maggior tutela' è stato, secondo i dati dell'Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente, di circa 29,1 centesimi di euro al lordo delle imposte. Dal 2004 al 2025, secondo l'analisi di Terna, il minor consumo di energia elettrica per l'Italia dovuto all'ora legale è stato complessivamente di oltre 12 miliardi di kWh e ha comportato, in termini economici, un risparmio per i cittadini di circa 2,3 miliardi di euro.
