Carnevale Ivrea, dopo dieci anni si chiude “la vicenda del sampietrino”
Ivrea
Venticinque righe, ciascuna delle quali è stata limata, soppesata, condivisa. Firmato le associazioni Scorpioni d’Arduino, aranceri a piedi, aranceri sui carri da getto e la Fondazione dello storico carnevale di Ivrea. Venticinque righe che mettono un punto definitivo a quella che, i sottoscrittori stessi del documento, chiamano «la vicenda del sampietrino che si è trascinata per anni, a discapito anche dell’immagine del nostro Carnevale». Si chiude un capitolo e si va avanti «nella piena condivisione dello spirito del Carnevale».
E allora partiamo dalla conclusione della vicenda, già accennata dalla Sentinella a valle della serata di preiscrizione dei carri da getto, lo scorso 16 ottobre. Il nome della pariglia I boia del tiranno non comparirà più nell’elenco dei carri da getto. Partecipava alla battaglia dal 1989 e da dieci anni non entrava nella piazza Ottinetti dove tirano gli Scorpioni d’Arduino. Non entrava più in piazza da quando, appunto, ci fu “la vicenda del sampietrino”.
Nel 2015 un arancere de I boia del tiranno denunciò di essere stato colpito da una pietra. Ne nacque un’inchiesta e fu indagato un allora 14enne degli Scorpioni d’Arduino. La squadra negò sempre che un simile fatto avesse potuto accadere in quella piazza. L’inchiesta si chiuse definitivamente nel 2017 con l’accoglimento di una richiesta di archiviazione nei confronti del ragazzo già proposta dal pubblico ministero della procura dei minorenni. Quella vicenda, però, lasciò uno strascico di dispiaceri e di frizioni non facili da comporre. E infatti sono passati anni, sono cambiate le persone. Ora, con la volontà di tutti, si è costruito un percorso per andare oltre.
Per questo sono gli stessi firmatari del documento a voler annunciare che quel caso è risolto. «Il confronto leale e sereno tra le parti ha portato a rimarcare nuovamente che il ragazzo, a suo tempo imputato del gesto, è stato assolto perché “il fatto non sussiste”, dimostrando l’estraneità alla vicenda, ristabilendo l’immagine di una famiglia e della squadra degli Scorpioni d’Arduino – scrivono nel documento –. Particolare riconoscenza va alla famiglia del ragazzo e all’attuale direttivo degli Scorpioni d’Arduino per la volontà e la disponibilità nell’affrontare la tematica con decisa fermezza per cercare una soluzione basata su fondamenti di verità e trasparenza. Un riconoscimento va inoltre agli attuali componenti del carro numero 9 I boia del tiranno che, pur non avendo legami con gli episodi del passato, hanno dimostrato senso di responsabilità e disponibilità nel contribuire alla chiusura della vicenda, prendendo atto che la precedente proprietà del carro aveva affrontato la situazione in modo sommario e senza il pieno coinvolgimento del gruppo. La nuova gestione, completamente estranea a tali dinamiche, ha voluto ristabilire chiarezza e rispetto reciproco. Con la cancellazione del carro 9 I boia del tiranno dall’edizione 2026 – spiegano –, tutti i carri torneranno a ingaggiare la battaglia delle arance in tutte le piazze, nella piena condivisione dello spirito del Carnevale».
Proprio la condivisione di questo spirito ha portato all’obiettivo: «Ringraziamo tutti coloro che hanno contribuito a raggiungere un risultato che – concludono – testimonia la forza dei valori del Carnevale che ci uniscono».
