Sempio: «Indagine su papà? Nulla a che fare con la mia»
Garlasco. L’inchiesta sul padre di Andrea Sempio, presunto corruttore nel 2017 del magistrato pavese Mario Venditti, non coinvolge l’indagato per l’inchiesta sull’uccisione di Chiara Poggi, avvenuta nel 2007. «La nuova indagine di Brescia riguarda fatti che si assumono avvenuti dieci anni dopo quello per cui è indagato il nostro assistito, Andrea Sempio, e che non vengono ascritti a lui neanche in ipotesi: non possono incidere e non incideranno sull’indagine su di lui». Così gli avvocati di Andrea Sempio, Angela Taccia e Liborio Cataliotti, commentano l’inchiesta aperta dalla procura di Brescia sulla presunta corruzione dell’ex procuratore di Pavia, Mario Venditti, che vede coinvolto anche Giuseppe Sempio, padre del loro assistito. «Non vogliamo esprimerci – precisano i legali di Andrea Sempio – su alcunché relativamente alla nuova indagine».
le inchieste
La presa di posizione arriva in un momento cruciale per l’inchiesta bis sul delitto di Chiara Poggi, la 26enne trovata morta il 13 agosto 2007 sulle scale della cantina della sua casa di Garlasco. Il fidanzato Alberto Stasi, che aveva dato l’allarme, fu condannato in via definitiva nel 2015 a 16 anni per omicidio volontario, dopo un lungo iter processuale segnato da perizie contrastanti e piste alternative. Tra queste, quella che conduce proprio ad Andrea Sempio, amico del fratello di Chiara, emersa nel 2016 dopo una consulenza difensiva che segnalò la presenza parziale del suo profilo genetico sotto le unghie della vittima.
Indagato e poi archiviato nel 2017 per mancanza di elementi, Sempio è oggi di nuovo al centro delle attenzioni investigative dopo che la procura ha disposto nuovi accertamenti irripetibili sui reperti biologici. Le analisi, ritenute decisive per verificare la tenuta scientifica delle precedenti perizie, proseguiranno fino al 18 dicembre.
Parallelamente, la procura di Brescia indaga su un presunto episodio di corruzione in atti giudiziari che coinvolgerebbe l’ex procuratore aggiunto di Pavia Mario Venditti e Giuseppe Sempio, padre di Andrea. L’inchiesta è nata da un pizzino trovato durante la perquisizione del maggio scorso a casa della famiglia Sempio, con la scritta «Venditti gip archivia x 20.30 euro». Secondo i pm bresciani, si tratterebbe di un appunto collegato a un presunto versamento di 20 o 30mila euro per favorire l’archiviazione del fascicolo del figlio. Giuseppe Sempio ha respinto ogni accusa, spiegando che quel foglietto era una nota di previsione delle spese legali e che «i soldi versati erano destinati solo agli avvocati». Una versione confermata anche dall’ex legale di Andrea, Massimo Lovati.
«In quei mesi di angoscia – avrebbe detto Sempio ai finanzieri – abbiamo speso tra i 50 e i 60mila euro per la difesa di nostro figlio». La procura di Brescia ha disposto una consulenza tecnica su telefoni e computer sequestrati a Venditti e Sempio, affidando l’incarico all’ingegnere informatico Matteo Ghigo di Pinerolo, che avrà 45 giorni per completare l’esame.
