Vaccino e prevenzione: cosa cambia per l’influenza 2025-2026 e perché conviene pensarci prima
La prevenzione resta l’arma più efficace per affrontare l’influenza invernale 2025-2026, in un contesto in cui la pressione sui servizi sanitari potrebbe tornare a salire. Il vaccino antinfluenzale aggiornato viene formulato ogni anno sulla base delle indicazioni internazionali sui ceppi più probabili. Anche se non garantisce una protezione totale dal contagio, riduce in modo significativo il rischio di forme gravi, complicanze e ricoveri.
La protezione si sviluppa dopo circa due settimane dalla somministrazione, motivo per cui è consigliabile vaccinarsi prima del picco epidemico, tra ottobre e dicembre.
Chi dovrebbe vaccinarsi senza esitazioni
La vaccinazione è fortemente raccomandata per anziani, donne in gravidanza, bambini piccoli e persone con patologie croniche. In questi gruppi l’influenza può avere un impatto più severo e un decorso più lungo.
Anche per chi non rientra nelle categorie a rischio, vaccinarsi significa ridurre la diffusione del virus e limitare le assenze prolungate dal lavoro o dalla scuola.
Prevenzione quotidiana: le abitudini che fanno la differenza
Accanto al vaccino, alcune abitudini restano fondamentali. Una corretta igiene delle mani, l’aerazione degli ambienti chiusi e l’attenzione ai primi sintomi aiutano a contenere la diffusione del virus. La prevenzione non elimina il rischio, ma può ridurre in modo concreto l’impatto della stagione influenzale.
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