Il nuovo volto dei narcos colombiani
Per anni l’immaginario collettivo ha associato la Colombia alla figura monolitica del cartello: Medellín, Cali, i fratelli Rodríguez Orejuela, Pablo Escobar. Oggi quella stagione è finita, ma non il narcotraffico. Anzi, l’industria della coca si è frammentata in una costellazione di gruppi che controllano territori, rotte e laboratori con una struttura più liquida, più moderna e, in molti casi, ancora più difficile da contrastare. Il “cartello colombiano” non è più un’unica cupola, ma un ecosistema criminale plurale, dove interessi locali, guerriglie, ex paramilitari e broker internazionali si intrecciano senza sosta.
