Crisi dei medici di base: in 15 anni “scomparsi” più di 100 professionisti
PAVIA. Non si ferma la crisi di vocazione dei medici di base: oggi sono 312, 108 in meno del 2011 quando erano 420. L’ultimo avviso che ha messo a bando 215 incarichi è andato nei fatti deserto – solo uno è stato coperto – e il dato paradossale è che si può parlare di Pavia come di un’isola quasi “felice” perché, allargando lo sguardo alle altre province, la situazione è pure peggiore.
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Un problema nazionale dato dalla scarsa appetibilità del settore, che attrae meno rispetto alle specialità mediche universitarie, soprattutto quelle che spianano la strada alla libera professione. L’effetto: circa 1.654 cittadini che, in attesa di riavere il loro medico, si affidano ai due ambulatori temporanei attivati da Asst. «In una situazione di carenza nazionale, la nostra situazione è più favorevole grazie a diverse strategie che abbiamo messo in campo per tamponare le criticità» spiega Giancarlo Iannello, direttore sociosanitario di Asst.
La situazione
L’ultimo avviso per cercare nuovi medici di base è stato pubblicato a ottobre, e di fatto è andato deserto: dei 215 incarichi a bando per aumentare il numero di medici (le criticità maggiori riguardano i territori periferici) solo uno è stato colmato. C’è da fare una precisazione: con l’introduzione del cosiddetto “ruolo unico”, il dato sulle carenze tiene conto pure delle ore che i professionisti devono assicurare in alcuni servizi come le aggregazioni funzionali o le case di comunità, e va quindi letto con le pinze perché il rischio è quello di “sovrastimare” in parte il fenomeno.
Ma la carenza c’è: la diminuzione in provincia è di circa il 26 per cento, perché dai 420 medici di base del 2011 si è scesi a 399 nel 2014, fino agli attuali 312 di cui 13 lavorano a tempo determinato. A questi si aggiungono i due ambulatori medici temporanei che servono i comprensori di Marzano, Landriano e Belgioioso, che assicurano l’assistenza a 1.654 persone che altrimenti non saprebbero dove andare: si tratta di un servizio attivato per sopperire alla carenza di medici, qualora non siano disponibili nuovi rimpiazzi. In provincia, le ricadute di questo fenomeno riguardano anche i professionisti in servizio, perché il rapporto medici assistiti è abbastanza alto. In media, ogni medico di base segue 1.470 assistiti: una cifra del genere suggerisce che una quota non secondaria si occupi di ben più di 1.500 assistiti.
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Le contromisure
Asst ha attivato diverse contromisure per cercare di sopperire alle carenze, che sembrano dipendere più dalle dinamiche di mercato del lavoro che da una cronica penuria: secondo la fondazione Gimbe, infatti, in Italia il numero di medici per mille abitanti è superiore alla media Ocse (l’organizzazione dei Paesi sviluppati) ma molti lavorano fuori dal servizio sanitario. «Tra le strategie – prosegue Iannello – abbiamo messo a disposizione gli ambulatori nelle Case di comunità, per sgravare i professionisti dalla ricerca dello studio e dare la possibilità di lavorare a fianco degli specialisti che lì operano. Cerchiamo poi di attivare incarichi provvisori grazie alla collaborazione dei colleghi. Abbiamo attivato anche gli ambulatori temporanei di Marzano-Landriano e Belgioioso. Un altro strumento a disposizione sono gli infermieri di famiglia e comunità: oggi ne abbiamo circa 80, uno ogni quattro medici di base, che operano in parallelo nella gestione dei fragili e dei cronici. Un servizio sempre più apprezzato. Le criticità ci sono, ma mi sento di dire che il sistema tiene perché stiamo cercando di arginarle così che nessun pavese sia senza medico».
