Crosetto: l’Ucraina ha bisogno di difese per proteggere il suo territorio
Crosetto sgombra subito il campo da dubbi e retropensieri. “L’Ucraina ha bisogno di una capacità di difesa adeguata non per attaccare, non per vincere una guerra, non per sconfiggere un nemico. Ma per proteggere il proprio territorio, la propria popolazione“. Per questo un arretramento del supporto internazionale non porterebbe alla pace, ma favorirebbe un’ulteriore escalation dell’aggressione. “Non esistono mezzi buoni e cattivi – incalza il ministro – ma esistono mezzi che possono essere utilizzati in modo negativo o positivo. Un’arma è una cosa negativa quando si usa contro qualcuno. Ma quando un’arma impedisce a un’altra arma di cadere su un ospedale, su una centrale elettrica o su un palazzo, è una cosa diversa. Lo spirito con cui l’Italia ha aiutato l’Ucraina finora è stato quello di impedire che chi vuole distruggere la popolazione ucraina e di piegarla potesse farlo. Di questo qualcuno di voi si vergognerà, io mi sento orgoglioso”.
Serve un approccio a triplo binario a partire dalla difesa ‘questa notte’
Crosetto ha quindi illustrato il piano del governo, sottolineando che sul piano militare “non siamo di fronte né a una vittoria imminente né a una sconfitta totale di una delle due parti. Ma a un conflitto di logoramento destinato a durare nel tempo a un costo di vite umane enorme”. Serve un approccio a triplo binario. “Il primo binario è quello che io definirei ‘difendere questa notte’. Significa agire subito, senza ambiguità, per rafforzare le capacità difensive dell’Ucraina. Ogni ritardo produce nuove vittime, ogni missile intercettato è una vita salvata”. Il secondo binario è quello di ‘assistere domani mattina’. “La guerra è fatta non solo di fronti militari ma di persone che devono mangiare, curarsi, scaldarsi e muoversi. Garantire assistenza umanitaria significa assicurare la continuità della vita quotidiana. Il terzo binario riguarda il medio-lungo termine.
Un’emergenza umanitaria a paragonabile a quella di Gaza
Poi i numeri della guerra e della fame che parlano da soli. “La popolazione ucraina vive senza il 90% dell’energia, del gas e della luce. Nel 2025 le vittime civili hanno superato le 2.500 unità, i feriti 11.000 con un incremento del 26% rispetto al 2024 e del 70% rispetto al 2023. Gli attacchi da lunga gittata hanno causato il 51% delle vittime civili. Colpendo soprattutto centri urbani che nulla hanno a che fare col fronte di guerra. L’Ucraina affronta un’emergenza umanitaria paragonabile per intensità alla stessa di Gaza da oltre 1.421 giorni, Ormai quattro lunghissimi anni. Il presidente Putin parla di pace e si presenta come chi difficilmente vuole farlo. Oltre il 90% degli attacchi, il 93% degli attacchi russi colpisce, lo ricordo, obiettivi civili”.
La Russia non ha mai interrotto guerre e bombardamenti, peggio di Hamas
E ancora: “La Russia non ha mai interrotto guerre e bombardamenti, nemmeno per un solo giorno. Persino Hamas – sottolinea il ministro – un’organizzazione terroristica brutale, a un certo punto ha accettato una tregua. Ha sospeso i combattimenti e ha inventato un percorso diverso. La Russia finora no, nessuna pausa, nessun segnale, nessun gesto concreto”. La partita in gioco è altissima. “Se avessi avuto la possibilità, non ce l’ho perché non le abbiamo, di dare all’Ucraina i mezzi per impedire a tutte quelle bombe di cadere, gliel’avrei data”, ha detto. Poi l’augurio: “Spero che l’unica parte che noi useremo di questo decreto sia quella civile, sia la possibilità di ricostruire ospedali, di mandare vivere i medicinali. Vorrei che questo decreto non ci obbligasse a dare nessun altro pacchetto di aiuti militari, perché vorrebbe dire che la guerra è finita”.