Latitanti fermati a Montù Beccaria, chiesta l’estradizione
MONTU’ BECCARIA. «Sono pericolosi criminali, vanno giudicati in Romania». Le autorità giudiziarie di Bucarest chiedono all’Italia di estradare i due rumeni scovati dalla questura di Pavia negli scorsi giorni a Montù Beccaria, dove avevano trovato riparo negli ultimi mesi in una casa in ristrutturazione in via Circonvallo. Uno dei due, in particolare, ha un pesante curriculum criminale. È ritenuto uno dei boss della mala di Cjuj-Napoca, tra le principali città rumene, invischiato ultimamente secondo la polizia rumena in un traffico di armi. Ma deve anche terminare di scontare una pena di 20 anni per aver dato fuoco anni fa ad un prostituta rumena in Austria che non voleva pagargli la protezione.
chi sono i due arrestati
A finire in manette, lo scorso 10 gennaio è stato il 45enne Adrian Bodgan Negrei, ritenuto per l’appunto un esponente di spicco della criminalità organizzata di Cluj-Napoca con alle spalle l’aggressione incendiaria ad una prostituta nel 2010 a Vienna (la donna aveva riportato lesioni permanenti) per cui è stato condannato a 20 anni, di cui solo 12 scontati, ma anche un assalto a un 24enne in Romania pestato a sangue da una banda di persone mascherate. Inoltre, secondo le ultime risultanze dell’Interpol, Negrei sarebbe invischiato anche in un traffico internazionale di armi. In manette anche il 27enne Aurelian Bodgan Galea, che secondo l’Interpol era attivo fino a pochi mesi nello spaccio di pesanti droghe sintetiche, come le metanfetamine, proprio nella zona di Cluj. Entrambi, dopo le indagini delle questure di Pavia e Bergamo, dato che Negrei aveva vissuto a Brembate, e coadiuvate dal Servizio informativo centrale di Roma e dall’esperto per la sicurezza italiana in Romania, sono stati arrestati a Montù.
L’arresto è stato confermato e la Romania ha chiesto l’estradizione dei due perché vengano giudicati da un tribunale rumeno. Oggi in corte d’appello a Milano ci sarà l’udienza per l’estradizione. «Non si vogliono sottrarre alla legge - spiega il loro avvocato italiano, Andrea Peccenini -, però chiederemo che la detenzione continui in carcere a Pavia, collegandosi poi con i tribunali rumeni. Ma non che vengano portati in Romania, dove le condizioni carcerarie non sono buone». —
