Alla ricerca dei “Posti sinceri” dove la tradizione è nel menù
Sostanza prima che apparenza. Tradizione nel piatto, senza fronzoli o ingredienti arrivati da chissà dove, solo con l’intento di stupire e rendere più “esotico” e diverso ciò che si propone a menù.
Sono i posti sinceri, termine utilizzato da qualche anno - pionieri furono gli autori della pagina Instagram @Postisinceri a Milano - per definire quelle tavole che raccontano un luogo attraverso le ricette, ma anche con i racconti di chi sta in cucina e in sala; attraverso le pareti vissute di trattorie, osterie e agriturismi, dove si sta semplicemente bene. Sincero che fa rima con autentico e buono, e che il più delle volte (così deve essere) comporta un esborso sostenibile in cassa.
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Abbiamo selezionato alcune tavole sincere in provincia di Pavia che vale la pena di provare. A Borgo Priolo, ad esempio, si trova Riva del Borgo, aperto quasi 30 anni fa dalla signora Giovanna, moglie di Giulio Brunelli, che oggi è gestito anche con il contributo di figli e nipoti. Una cucina omaggio alla tradizione dell’Oltrepo Pavese, con ricette tramandate di generazione in generazione, e materie prime “a metro zero”come bovini, animali da cortile, frutta e verdura prodotte nell’azienda agricola di famiglia. Immancabili: i salumi (salame, coppa e pancetta prodotti da loro), ravioli al brasato, i risotti, la polenta con stufato di cinghiale.
Si resta in collina, salendo a Bosmenso, dalle sorelle Buscone. Il loro è un posto sincero riconosciuto dalle più autorevoli guide. Si può scegliere tra le proposte in carta, oppure il menù degustazione da 40 euro a persona. Si inizia con i salumi delle norcine varzesi e cotechino con purea di mele; si prosegue con Carnaroli zafferano, pere ghiacciole e mandorle, ravioli di vacca varzese e costine caramellate o stufato.
Valeria, Patrizia e la loro mamma, sono le donne di Cà Versa, a Santa Maria della Versa. Il menù del weekend con protagonista risotti e arrosti viene 37 euro, ortaggi, uova e frutta arrivano dai campi (e dal pollaio) della Cà, pane e pasta sono fatti in casa.
Veniamo a Pavia, in Borgo Ticino, all’Osteria del Povero Lele: antipasti e primi a 11 euro; secondi 13. Consiglio? Monitorare la pagina Facebook per amanti del bollito perché spuntano le serate a tema. Onnipresenti nel menù: risotto salsiccia e Bonarda," trippa alla pavese, lepre in salmì, e lumache in guazzetto.
In Lomellina, la tradizione è di casa a la Trattoria La Guallina, tempio dell'oca e dei presidi Slow Food. Prezzo medio 40 euro, e piatti indimenticabili come la Terrina di fois gras d’oca con marmellata di cipolle rosse e fichi e pan brioches, i Ravioli d’oca, ma anche i Malfatti di zucca con salsa al Taleggio e burro all’amaretto, e il Ragò, o per meglio dire, il bottaggio d’oca con polenta “ Ottofile Marano
