Australian Open, Tien: “Vivo ancora con i miei genitori, è difficile immaginare una vita senza di loro”
Grazie all’esaltante vittoria conto Daniil Medvedev, la seconda consecutiva in Australia contro l’ex n. 1 russo, Learner Tien entra virtualmente tra i primi 25 al mondo e sogna in grande contro Alexander Zverev, suo prossimo avversario ai quarti dell’Australian Open. In conferenza stampa, il classe 2005 statunitense ha raccontato le sue sensazioni dopo la vittoria contro Medvedev e in vista della partita contro il tedesco: di seguito le sue dichiarazioni.
D: Diresti di aver giocato il tuo miglior tennis?
LEARNER TIEN: “Penso decisamente di aver giocato molto vicino al mio miglior livello, se non proprio il migliore. Sono davvero felice di come ho giocato dall’inizio alla fine, anche quando ero molto avanti nel punteggio, ho cercato semplicemente di non togliere il piede dall’acceleratore. Ovviamente Daniil è piuttosto pericoloso da qualunque punteggio. Lo so per esperienza diretta per averci giocato l’anno scorso, quindi sono super felice di essere riuscito a chiuderla in tre set. Nel terzo game mi ha iniziato a sanguinare il naso. Speravo davvero di non rientrare in campo “freddo” e di non restare un po’ condizionato da questa cosa. Per fortuna sono riuscito a mantenere il mio momento positivo per tutta la partita”.
D: Hai spesso sanguinamenti dal naso? Sai cosa li ha causati?
LEARNER TIEN: “Penso che fosse solo l’aria secca. Credo che la prima volta che mi è sanguinato il naso in campo sia stata un paio di settimane fa a Brisbane, questa è stata la seconda volta. Penso sia semplicemente un po’ secco“.
D: Ripensando alla battaglia al quinto set dello scorso anno, quanto pensi di essere cambiato come giocatore da allora? Questa partita è stata molto diversa: come le confronteresti?
LEARNER TIEN: “Sento di avere molta più esperienza adesso. È passato solo un anno, ma è comunque molto di più rispetto a quello che avevo l’anno scorso. Penso che la chiarezza mentale in certi momenti, il sapere come gestire partite come queste un po’ meglio, faccia davvero una grande differenza”.
D: Guardando il modo in cui giochi a tennis, è facile dimenticare che hai appena compiuto 20 anni. L’anno scorso eri ancora un adolescente. Quando sei a casa, i tuoi genitori ti trattano ancora come un bambino? Vivi ancora a casa con mamma e papà? Com’è Learner Tien a casa quando non gioca a tennis?
LEARNER TIEN: “Sì, vivo ancora a casa. Penso che a un certo punto di quest’anno probabilmente andrò a vivere per conto mio, ma i miei genitori sono ancora molto coinvolti nella mia vita e gliene sono davvero grato. La mia famiglia è stata una parte enorme della mia vita da sempre, è difficile immaginare una vita senza di loro. Sono molto fortunato, fanno ancora tantissime cose per me”.
D: Per come hai giocato e per il fatto di essere arrivato ai quarti, quanta fiducia ti dà questo risultato in vista della partita contro Zverev? E come ti senti riguardo a quel match?
LEARNER TIEN: “Tanta fiducia, di sicuro. Sento di stare giocando un po’ meglio partita dopo partita e in ogni match faccio un piccolo passo in avanti per quanto riguarda il livello di gioco. In questo momento mi sento meglio di come mi sia sentito per tutta la settimana, quindi non vedo davvero l’ora.
D: L’anno scorso hai giocato due volte contro Zverev, ad Acapulco e a Parigi. Cosa ricordi di ciascuna di quelle partite? Ognuna di quelle esperienze può aiutarti per la prossima?
LEARNER TIEN: “La prima volta che abbiamo giocato dubito che lui stesse giocando al suo miglior livello, ma comunque traggo comunque fiducia da quella partita. La seconda volta che abbiamo giocato a Parigi è stata molto più convincente per lui. Non credo di avergli fatto break per tutta la partita. Ovviamente era sulla terra, quindi era un po’ diverso, ma penso che entrambi siamo cresciuti parecchio dall’ultima volta che abbiamo giocato. Penso che probabilmente lui stia giocando molto meglio rispetto a magari la prima volta che ci siamo affrontati. Quindi penso che sarà interessante.
D: A tratti c’è stato parecchio dialogo tra te e Michael (Chang, coach di Tien, ndr) nel box. Mi chiedevo se ti piace avere molta interazione durante le partite in generale, o come ti senti riguardo a questo aspetto.
LEARNER TIEN: “Personalmente non mi importa poi così tanto. Gli dico sempre che se c’è qualcosa di palesemente ovvio che mi sto perdendo, può tranquillamente urlarmi contro. Se non riesce ad attirare la mia attenzione, può fare qualunque cosa serva per farmi notare quello che sta cercando di dirmi. Sento che di solito sono piuttosto attento a quello che succede durante la partita, quindi la maggior parte delle volte non ho bisogno che qualcuno mi segnali qualcosa. Ma a volte ci sono semplicemente alcune cose che, nel caldo del momento, mi sfuggono, quindi è bello avere qualcuno lì che possa semplicemente ricordarmele”.
