Askatasuna, Malan: “È terrorismo urbano, si utilizzi il fermo preventivo. Per chi porta spranghe e bombe carte è il minimo”
Le opposizioni non sembrano smaniose di collaborare sul pacchetto sicurezza dopo la guerriglia di Torino. Almeno a giudicare dalle reazioni scomposte a Montecitorio dopo l’informativa alla Camera. Ora la parola passa al Senato. “Abbiamo manifestato disponibilità a tutte le minoranze a discutere su un testo che fosse per loro accettabile. Rispetto alla solidarietà nei confronti delle forze dell’ordine, al ripristino della legalità per riguarda gli sgomberi in generale, non solo quello di Askatasuna. E invece ci siamo trovati di fronte a una preclusione totale. Andremo, quindi, al voto sulle risoluzioni che saranno presentate. Noi ne abbiamo una in stato avanzato”. Così Lucio Malan capogruppo di Fratelli d’Italia al Senato in una lunga intervista al Tempo. L’occasione per riflettere sulle condanne timide di una parte della sinistra, sull’impunità di cui godono da decenni i centri sociali. Ma anche sulla necessità di mettere mano a strumenti più incisivi per prevenire le violenze ampiamente annunciate nei cortei.
Malan: siamo al terrorismo urbano, ha ragione Di Pietro
Malan condivide l’espressione “terrorismo urbano” usata da Antonio Di Pietro, “Le attrezzature, i vari ordigni esplosi e le tattiche utilizzate dimostrano che l’utilizzo di tale parola è più che giustificabile”, dice sottolineando l’utilità di strumenti come il fermo preventivo. “È una misura che va studiata. Vanno rispettati i principi costituzionali. Non capisco, però, perché strumenti che abbiano avuto un’efficacia negli eventi sportivi non possano riguardare anche altre manifestazioni. Non possono certamente essere considerati per soggetti che non hanno mai utilizzato violenza. Ma nel caso di chi porta spranghe, bombe carte e martelli penso sia il minimo. Chi si è distinto per atteggiamenti discutibili in una partita, per un periodo, a volte anche molto lungo, non può andare allo stadio. Perché non può accadere lo stesso in altri contesti?”.
Gravissimo se tra le brave persone e i soggetti pericolosi ci sono parlamentari
Malan si dice anche perplesso da certi strabismi della magistratura. Se ai criminali che tentano di togliere la vita una persona non viene contestato il “tentato omicidio” e contemporaneamente un carabiniere che si trova di fronte un delinquente armato lo si accusa di “omicidio volontario”, “c’è da restare quantomeno perplessi”. Un capitolo a parte i sindaci dem che contestano il governo per scarsa prevenzione e per decenni hanno coccolato i centri sociali. “Se gli episodi di violenza di domenica fossero i primi, potevano sostenere di non conoscere certi soggetti. Ma qui – scandisce Malan – parliamo di chi, dal 1999, si contraddistingue per atteggiamenti non certo del tutto pacifici. Basti pensare alle proteste No Tav. Includere, poi, Askatasuna nei beni comuni, dandogli una sorta di immunità, è inconcepibile”. E della sinistra politica che scende in piazza rispondendo all’appello di Askatasuna? “Ritengo che tra le migliaia di persone che hanno partecipato al corteo di Torino ci fossero sicuramente “ben intenzionati”, ma evidentemente “sprovveduti” perché avrebbero dovuto sapere quanto è successo in altre manifestazioni di questo genere. Parliamo di gente che era preparata alla guerriglia urbana. Ancora più grave se, poi, a incoraggiare le brave persone a mischiarsi con soggetti pericolosi ci siano parlamentari, ex candidati a sindaco e intellettuali”.
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