Chi sono Andrea Voetter e Marion Oberhofer: dominatrici da pioniere, la gemma olimpica per l’immortalità
Il doppio di slittino è stato per decenni una prerogativa dell’universo maschile, presente alle Olimpiadi fin dal 1964 e nei fatti riservato agli uomini (anche se formalmente era “open”). Le donne hanno poi giustamente cercato il loro spazio e lo hanno ampiamente meritato, grazie a un numero di coppie cresciuto in maniera importante nell’ultimo decennio e il circuito di Coppa del Mondo che si è aperto anche a questa specialità.
Dopo 62 anni senza la possibilità della ribalta a cinque cerchi, il doppio femminile di slittino ha fatto capolino alle Olimpiadi per la prima volta, nel pieno rispetto della gender equality che negli ultimi anni ha riscritto in maniera significativa il programma della competizione sportiva più importante (anche sul fronte estivo). È stato il budello intitolato a Eugenio Monti, il Rosso Volante, a Cortina d’Ampezzo a ospitare la gara di doppio riservata alle donne e l’Italia ha trionfato di forza.
Andrea Voetter e Marion Oberhofer resteranno per sempre nel mito, due autentiche pioniere che hanno creduto in questa chance fin da quando è giunta la notizia che la specialità sarebbe diventata olimpica, che hanno stretto i denti nelle ultime stagioni, che hanno dovuto anche fare i conti con qualche acciacco fisico nell’ultimo periodo, che hanno sofferto con le avversarie ma che le hanno battuto di schianto quando contava davvero, battendo di 120 millesimi le tedesche Eitberger/Matschina e di 0.259 le austriache Egle/Kipp.
Due altoatesine che hanno regalato all’Italia il terzo oro di questa avventura, affiancato pochi minuti dopo dall’apoteosi nel doppio maschile. Andrea Voetter è nata a Fiè allo Sciliar (in provincia di Bolzano), è una classe 1995 e aveva già avuto l’onore di partecipare a ben tre edizioni dei Giochi, chiaramente sempre nel singolo: a Sochi fu diciannovesima, a PyeongChang 2018 salì fino alla decima piazza (e contribuì al quinto posto nel team event), replicando poi questi risultati a Pechino 2022.
Marion Oberhofer era invece al suo debutto a cinque cerchi: classe 2000 pusterese (altoatesina anche lei), ha fatto capolino tra i Giochi raggiungendo subito il risultato da sogno, quello che ogni sportivo si auspica fin da bambino e che soltanto pochi eletti riescono a raggiungere. Era dai tempi di Armin Zoeggeler, il Cannibale totale delle piste, che l’Italia non conquistava la medaglia d’oro alle Olimpiadi nello slittino, a ulteriore riprova dell’impresa firmata dalle altoatesine.
Il grande pubblico potrebbe non conoscerle così bene, ma stiamo parlando di due atlete che vantano un palmares decisamente importante: hanno alzato al Cielo la Coppa del Mondo nel 2023 e nel 2024, ai Mondiali 2024 trionfarono nella sprint (specialità non olimpica) dopo essersi messe al collo due bronzi iridati nel 2023 (sia nel format dove hanno festeggiato oggi, che nella prova odierna), vincendo anche sei gare nel massimo circuito internazionale itinerante (ventiquattro apparizioni sul podio).
