Eredità Agnelli, niente affidamento in prova per Elkann, gli atti tornano alla Procura: rischia fino a 6 anni di carcere
La gip del tribunale di Torino ha respinto la richiesta di messa alla prova avanzata dai legali di John Elkann, nell’ambito del procedimento sull’eredità di Marella Caracciolo, moglie dell’avvocato Gianni Agnelli e nonna di Elkann. Gli atti torneranno adesso in procura, con i magistrati titolari dell’inchiesta che dovranno notificare a Elkann un nuovo avviso di conclusione indagini, – che potrebbe contenere altre ipotesi di reato – e formulare l’eventuale richiesta di rinvio a giudizio.
La vicenda
L’ipotesi della procura è che Marella (morta nel 2019 a 92 anni) nell’ultimo periodo dimorasse stabilmente a Torino, ma che le avessero organizzato una residenza fittizia in Svizzera per ragioni fiscali. Dopo lunghe e laboriose trattative, e il versamento di 183 milioni all’Agenzia delle Entrate da parte di Elkann, era sembrato che il fascicolo fosse destinato ad esaurirsi senza troppe scosse. Poi si è messo di mezzo il tribunale. Un gip, Antonio Borretta, ha respinto l’archiviazione di una parte delle accuse mosse a carico di Elkann e di Gianluca Ferrero, che ora dovranno affrontare un’udienza preliminare. Un secondo gip, Giovanna De Maria, ha rigettato la proposta di Ferrero (che aveva l’avallo della procura) di patteggiare 73 mila euro per un’altra tranche. Ed è la stessa De Maria che oggi non ha ammesso Elkann alla messa alla prova.
Il rischio per il rampollo
Se alla fine venisse condannato per frode fiscale (D.Lgs. 74/2000) John Elkann rischierebbe una pena fino a sei anni di carcere. Ma ovviamente è tutto da dimostrare. Con una motivazione che, al netto del gergo dei giuristi, è piuttosto semplice: il reato da contestare non è la “dichiarazione infedele” ma la “dichiarazione fraudolenta”, che è considerato più grave e non permette la messa alla prova. Del resto erano stati gli stessi Pm, fin dall’inizio, a procedere per “dichiarazione fraudolenta”. Adesso non sarà facile ricostruire il puzzle e restituire un aspetto coerente a un dossier che la difesa ha definito “frammentato”.
La difesa di Elkann: “Siamo sereni”
“Data la frammentazione del quadro processuale che si era venuta a creare – spiegano gli avvocati Marco Siniscalchi e Federico Cecconi – avevamo sinceramente perso interesse verso questa soluzione. Ora gli atti saranno restituiti ai pubblici ministeri e per noi non cambia nulla. Se decideranno di andare avanti con una richiesta di rinvio a giudizio, ci difenderemo nel merito e dimostreremo che John Elkann, in realtà, non ha fatto niente ed è estraneo alle accuse”.
La denuncia della madre
Nel 2024 Margherita Agnelli, mamma di Elkann e figlia dell’avvocato, ha presentato un esposto alla Procura di Torino che ha fatto scattare gli accertamenti penali sugli aspetti fiscali legati all’eredità di sua madre Marella. Secondo l’esposto e gli investigatori, parte dell’eredità famigliare avrebbe sfruttato strategie per ridurre o eludere imposte di successione in Italia, ad esempio attraverso la residenza fiscale della nonna in Svizzera e l’uso di trust offshore. I legali di Margherita sostengono che la sua iniziativa sia motivata dal voler garantire un trattamento equo per tutti i figli (Margherita ha cinque figli da un secondo matrimonio, oltre ai tre avuti con il papà di John).
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