Arturo Cirillo porta a teatro un “Don Giovanni” tra prosa e lirica
VIGEVANO. «Giocare, recitare, sedurre; senza fine, ogni volta da capo, fino a morirne». Ad Arturo Cirillo, che martedì al Cagnoni vestirà i panni di Don Giovanni, bastano due righe per presentare la sua versione di questa commedia tragica che tutti, almeno una volta, abbiamo letto o ascoltato.
«La mia passione per il personaggio di Don Giovanni – spiega Cirillo - e per il suo inseparabile alter ego Sganarello, nasce soprattutto dalla frequentazione dell’opera di Mozart/Da Ponte. I miei genitori mi portarono a vederla al San Carlo di Napoli, poi vidi il film che ne trasse Joseph Losey nel 1979. Ma l’incontro veramente decisivo con questo personaggio, e con l’opera mozartiana, avvenne intorno ai miei vent’anni, epoca in cui frequentavo l’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica di Roma. Uno storico insegnante di Storia della Musica, Paolo Terni, ci fece lavorare proprio sul “Don Giovanni”, in una forma che potrei definire di “recitar-cantando”, in cui ci chiese di interpretare il libretto di Lorenzo Da Ponte, bellissimo per poesia, musicalità e vivacità, ma anche perché, è una delle opere più alte, dal punto di vista linguistico, della letteratura italiana. Recitavamo rapportandoci con la musica di Mozart, con i suoi ritmi e le sue melodie. E in quella occasione, questa irrefrenabile corsa verso la morte mi è apparsa in tutta la sua bellezza e forza».
Insieme a Cirillo reciteranno, in vari ruoli e seguendo le scene ideate da Dario Gessati, Rosario Giglio, che sarà sia Don Luigi ovvero il padre di Don Giovanni che il Commendatore ovvero il padre di Donna Anna, interpretata da Irene Ciani, la quale vestirà anche i panni della contadina Zerlina, che non ci penserà due volte ad abbandonare il suo promesso sposo Masetto, qui interpretato da Francesco Petruzzelli. Con loro Giacomo Vicentini sarà Sganarello mentre Giulia Trippetta diventerà Donna Elvira.
«Ho deciso di raccontare Don Giovanni – conclude Cirillo – usando forme e codici diversi, conservando di Molière la sua capacità di lavorare su un comico paradossale e ossessivo, che a volte sfiora il teatro dell’assurdo, e di Da Ponte la poesia e la leggerezza, a volte anche una “drammatica leggerezza”. Poi c’è la musica di Mozart che di questa vicenda riesce a raccontare sia la grazia che la tragedia ineluttabile». Lo spettacolo inizierà alle 20.45. Biglietti: 35 euro per il posto unico, 30 per il ridotto over 65 e a 25 per under 25. Il loggione, come sempre, costa 12 euro. —
